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Raffaele Serra (...un pensiero su Europe Endless, in giorni di Pioggia)

Solo adesso ho capito la musica di Raffaele, solo oggi che piove così tanto e non posso uscire, e i telegiornali sono più inguardabili del solito, con i disastri che accadono qui vicino. Solo oggi che ascolto un brano di 'Europe Endless' in repeat da mezz'ora, come avevo fatto con 'Hare Krishna' la prima volta che ho sentito la sua raccolta.Fino a ieri mi chiedevo perché certi brani di Raffaele sembrano così
statici; non cominciano, non finiscono, non hanno alti e bassi né pause
cariche di attesa e tensione, non sembrano costruiti per farsi ascoltare come i brani di altri artisti che per altri aspetti potrebbero in qualche modo essere simili ai suoi. Sembrano fermi. Senza sviluppo. Allora mi chiedo: perché sto riascoltando in loop questi loop? E poi perché Raffaele stesso, quando l'ho conosciuto, mi ha detto di restare lui stesso avvolto dai propri loop fino al punto da non voleri fermare, fino ad allungare alcune tracce oltre la soglia dei comuni 4 o 5 minuti?

Oggi capisco, ho capito senza ragionarci su, e mi rendo semplicemente conto, ascoltando e volendo riascoltare, che questa è una musica davvero mantrica, che ha bisogno di tante ripetizioni per generare il giusto stato d'animo e mantenerlo; bisogna lascirsi avvolgere da essa, immergersi, ed è come affondare e farsi portare via dalle onde di quest'acqua scura che ormai circonda tutto, qui intorno.


(Hue)