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IT'S ONLY CRICK & CROCK (BUT I LIKE IT!)

Survivors @ LAB12 - Due giorni di sperimentazioni intorno all'elettronica

(Vigevano, LAB 12, 29-30/04/05)

Era molto tempo che non mi mettevo a scrivere un resoconto di qualcosa. Credo che l'ultima volta sia stata la trasferata per l'iXem Live di Biella, due anni fa.

Non potete immaginare quanto io sia contento che mi sia tornata la voglia di buttar giù parole nel computer non solo per rispondere alla pletora di mail che nel bene e nel male si riversa sul mio schermo ogni giorno, ma anche per raccontare qualcosa.
Così eccomi, seduto nella mia casa, ascoltando l'ultimo disco di Punck, a ripensare a questi ultimi fottutamente spassosi giorni.


:: mi preparo e infilo roba nelle valigie::

Come sempre metto le mani avanti: so che devo suonare questa sera, in qualche assurdo modo sto preparando il mio concerto in trio con Luca Sigurtà e Fhievel da non so quanto tempo. Finalmente tempo fa mi sono deciso a comprare (con il solito generoso aiuto del babbo - lo so) una più che decente scheda sonora per il mio PC, tramite la quale posso evitare di far ridere con lo scarso segnale che esce dal mio laptop e - soprattutto - posso utilizzare il controller midi e le sue seducenti manopoline che ho comprato ben un anno e mezzo fa, nell'intenzione di bissare il mio primo concerto fatto improvvisando al festival Superfici Sonore di Firenze.

E' da allora che non ho più suonato. Sono un vero coglione. Mi era paiciuto da morire ma ho deciso di aspettare tutto questo tempo, due anni, prima di farlo di nuovo. E se non c'erano Fhievel e Sigurtà ad insistere perché io lo facessi, sarei stato ancora una volta spettatore e nient'altro (al massimo roadie).

E' dunque con un misto di tensione ed esaltazione che infilo ordinatamente cavi, PC, scheda e aggeggi vari nelle valigiette nere, pronto a partire per Vigevano, dove appunto mi aspettano i due Biellesi, Andrea "Afeman" Marutti e Patrizia Oliva, proprietaria del LAB 12 dove (mi fa strano dirlo) ci esibiremo questa sera.

L'intenzione iniziale, lo confesso, è di battermela finito il nostro live. Non so perché, ma non me la sento di restare là per entrambe i due giorni della manifestazione... Così, come nel fare un tiro-cross che non serve a molto, preparo anche uno zaino nel quale metto metà della roba che mi serve, secondo una lucida schizofrenia che mi fa dimenticare spazzolino e maglia del pigiama (ma non i pantaloni!).

Alle cinque parto e mi godo un viaggio tranquillo e tortuoso che con telefonate gradevoli, Piano Magic e Low mi porta fino alla meta.


:: prime facce conosciute ::

Alle 18:45 (quasi in orario) un po' sfacciatemente varco la soglia del LAB 12 e già sento l'inconfondibile "R" del Sigurt provenire dal sotterraneo del laboratorio. Eccolo che mi si fa incontro con dei cavi in mano, segno che da gran professionista ha già iniziato a preparare la strumentazione. Poco dopo ecco pure Fhievel e Andrea che esce dalla cucina.
Tempo di andare in auto a pigliar su la mia roba ed ecco che finalmente lo rivedo: con aria serena e sicura fa il suo ingresso il grande Adriano Zanni, in arte Punck. Sono quasi imbarazzato da tanto che non lo vedo, il primo contatto si consuma in una gentile presa per il culo per come son vestito da fighetto (con giacca nera e magliettina finocchiosa trendy). Come dargli torto? Del resto, dobbiamo tener fede all'idea del trio live La rivincita degli EmoNerdFighetti, dove emo è Fhievel, Sigurt è un nobile nerd, io squallido fighetto milanese.

Dopo non molto giunge la fascinosa Madame P., nonché padrona di casa, che gentilissima si prenderà cura di noi in questi giorni (nonstante un misterioso e innominabile lavoro che la affligge).


:: ci prepariamo::

Facciamo giusto in tempo a fare un salto nel raffinato bar "CER" e a discutere della scaletta del live del nostro trio. Lì Sigurt e Fhievel mi spiegano in linguaggio tecnico ("svisata noise", "fuochi d'artificio", "crick & crock") cosa pensano di fare e mi chiedono che penso di suonare io. Anche rassicurati dal saggio commento di Punck "...tanto per il genere che suoniamo noi anche se faccicciamo una cazzata durante il live nessuno la distingue dal resto", ritorniamo sereni verso il locale.

Dopo non molto, mentre già proviamo, compare aal, Davide Valecchi, direttamente da Dicomano (pron. "Dihomano"), presso Firenze, uno dei più amati musicisti del giro di iXem, OltreIlSuono e Monsters of Rock.

Ancora qualche minuto ed ecco pure Nicola Ratti, ex chitarrista dei Pin Pin Sugar, preoccuapato che la sua fedele chitarra venga vista in una rassegna del genere come un oggetto ormai obsoleto e ridicolo.

Ci prendiamo le pizze e poi cominciamo ad entrare in atmosfera per suonare ( = beviamo birra).


:: CONCERTI - prima serata ::

L'affluenza del pubblico non è male, ci sono i soliti amici degli amici e soprattutto musicisti illustri, tra cui Mauro "Eibon" Berchi dei Canaan, serio come un condananto a morte, Eugenio "Cria Cuervos" Maggi col suo caratteristico sguardo tagliente da pre-concerto, Chet ex Pin Pin Sugar pure lui e il grande Poppo, che seguirà tutto di tutte e due le serate.
E ne porterà a lungo le conseguenze.

_Afeman

Il primo a buttarsi sotto gli occhi del pubblico è l'organizzatore di tutto questo, Andrea, che solo per la miriade di strumenti, cavi, amenicoli, giocattoli e madonne varie carica i presenti di attenzione. L'inizio è in sordina, tra gorgoglii elettronici e suoni concreti, poi sale, ridiscende perdendosi in una sciamanica voce (la sua, registrata anni addietro mi diranno poi) che stanca racconta un sogno. Il pubblico è attento e silente (cosa rara) e Andrea si muove tra tutto quello che ha intorno con la solita serafica calma, scegliendo di volta in volta di suonare ciò che più lo ispira in quel monento.
Alla fine gli applausi scrosciano per una performance dagli andamenti imprevedibili, con il solo difetto forse di una eccessiva prolissità (suo il live più lungo).

_Nicola Ratti

Intimorito da una platea molto attenta e che forse si aspetterebbe solo i crick & crock tipici dell'elettroacustica, il buon Nicola, con una presenza scenica tanto timida quanto coraggiosa incanta invece i presenti con un set di basi pre-registrate (ma suonate da lui ed attivate e mixate tramite pedaliera in tempo reale!), chitarra e voce.
Unico o quasi a proporre anche note musicali vere e proprie, sebbene secondo strutture scomposte e originali, Nicola ammutolisce il pubblico che sempre più attento si lascia trascinare dalla sua voce sommessa e dalla malinconia delle tessiture melodiche.
A mio avviso, splendido live.


_Luca Sigurtà / Fhievel / Hue

Ecco che arriva il nostro turno. Sorprendentemente sono molto meno teso di quanto prevedessi, ed al contrario non vedo l'ora di inziare. Ci sediamo nelle postazioni a noi riservate nell'intenzione di lasciare scorrere poco tempo tra la performance di Nicola e la nostra (parte del pubblico già fugge verso casa, sono le undici e mezza passate), e sia io (Fruity Loops impallato) che gli altri due (non so cosa) incontriamo qualche problemino tecnico.
Risolto il tutto partiamo, e io mi risveglio mezz'ora dopo.

Questa la sensazione del mio primo live con altri: trascinato da un senso di empatia forse dettato dalla falsa convinzione che l'annuire di Fhievel significhi "bello, andiamo avanti così" e non un suo modo di seguire un ritmo nascosto, se non un banale tic, inserisco e gestisco i miei suoni fino al punto (per me più importante) introduco una melodica serie di note di piano, preludio in scaletta ai "fuochi d'artifico finali" ed altre bordate noise cui sottoponiamo il pubblico. Il tutto, con i soliti meravigliosi "crick & crock", i suoni più tipici della musica elettroacustica che noi cialtroni siamo soliti fare.

Finito tutto, appunto, mi sembra passato un istante. Sono allegro e soddisfatto e, d'istinto, abiutato ad essere solo spettarore, applaudo pure io (davvero!) per poi fermarmi improvvisamente ed accennare un vago inchino mentre lascio la postazione.


:: fine della prima serata ::

Scambio due parole con Sigurtà, che mi dice "bello no?" (e già sono contento), e mi avvicino agli unici due spettatori che hanno risposto al mio (forse in effetti tardivo) appello via mail, Martine e Davide (che Dio li benedica).
Non avvezzi a questo genere di cose (Martine è grande fan dei Tears for Fears) paiono comunque soddisfatti e contenti di quanto visto e sentito, e Davide è sinceramente incuriosito da "cosa facciamo".

Anche Eugenio "Cria Cuervos" ha apprezzato, e così aal ed altri, dunque il sorriso che ho sulla faccia si allarga sempre più e ricomincio a pensare "dobbbiamo farlo ancora!" Pure Fhievel è soddisfatto, e così posso andare a dormire tranquillo.


:: la prima notte e il mattino dopo ::

Si fa per dire, visto che proprio noi tre emonerdfighetti restiamo ospiti di Patrizia al LAB, e io mi convinco che posso dormire nel sotterraneo adibito ai concerti, dove c'è un'umidità degna del borneo e una temepratura da Finlandia in settembre.

A metà nottata mi prende il dubbio che ci possano essere dei topi o altri animali, ma la cosa non mi avvelena il sonno più di tanto, non fosse che alle otto di mattina mr. Paranoico Sigurtà si sveglia e decide di chiamare la sua metà Fhievel perché convinto che siano le dieci passate.

Alla fine ci alziamo tutti, salutiamo Patrizia che ahimé va al lavoro e poi ci dirigiamo verso il grazioso centro di Vigevano alla ricerca di un bar in cui fare colazione.
Ci sistemiamo a un assolato tavolino dove presto a servirci arriva una cameriera mattacchiona che aiutata dai due maledetti biellesi mi considera un divertente fenomeno da baraccone solo perché rispondo alle complesse domande che mi pone ("col cacao il cappuccino?") con un delay di trenta secondi netti.

Passiamo tutta la mattina lì per poi far ritorno al LAB dove Andrea (che la sera prima era tornato a casa con Davide e Adriano suoi ospiti) ci prepara amorevolmente da mangiare uno dei pezzi forti del suo repertorio, la pasta zucchine, scamorza e funghi, mentre il trio perde tempo cazzeggiando immancabilmente, improvvisando ridicole cover rappate dei Cypres Hill...


:: le memorie di Adriano ::

Finito di pranzare, inizia la parte che più ho apprezzato della due giorni: nonno Punck, sollecitato dai suoi nipotini Sigurt, aal e Hue, parte a raccontarci cazzate, esperienze, aneddoti, impressioni e meraviglie dei concerti che ha visto tra il finire degli anni settanta e gli ottanta. Noi tre restiamo a bocca aperta commentando e raccontando del nostro, poi con anche Fhievel decidiamo di tornare a fare le mosche da bar e ci dirigiamo di nuovo nel centro paese. Lì i racconti dai Adriano passiamo a discorsi sui porno e le cazzate cominciano a prendere il sopravvento, in un crescendo inarrestabile che passerà per i prati del castello (dove sostiamo per la seconda metà del pomeriggio), per poi riportarci al LAB.

Mai detto e sentito tante cazzate in un giorno solo. Il comune o quasi background artistico/musical/nerd ci permette continue citazioni che immancabilemente cogliamo con facilità. Basta che uno ne spari una, e almeno un'altro lo segue. Assolutamente pazzesco.


:: CONCERTI - seconda serata ::

Questa sera è la volta di Punck ed aal, ma all'ultimo scopro anche che la padrona si esibirà, con un improvvisato concerto in camera sua prima degli altri due.

_Madame P.

Patrizia scelglie coraggiosamente come stage la sua camera da letto, dove - oltre agli strumenti (mixer, tastiera, effetti, loopbox, radio, candelina nataliza con jngle incoroporato, microfono e giradischi) ha approntato una suggestiva scenografia.
L'intro della performance già mi piace, con note sparse di tastiera che looppano sgembe e malinconiche nell'aria. Seduti sul letto ascoltiamo, col maledetto cagnaccio che va e viene, mentre Madame P. ripoduce una musica che a tratti si avvicina pericolosamente e (per me) meravigliosamente alle nenie malate dei Throbbing Gristle di Persuasion e dintorni.
Ad un certo punto parte pure una cassa dritta e la mia voglia di ritmo è finalmente soddisfatta (alla faccia di tutti i crick & crock).
Nel complesso, una performance davvero sfogante, almeno per me, che ho proprio apprezzato, anche se forse alcuni disturbi di sottofondo, per me che ero molto vicino al 'palco' a tratti sarebbero stati da smorzare.
In ogni caso, davvero notevole, soprattutto per i giochi vocali di cerchi e sovrapposizioni in cui Patrizia si lancia.

_Punck

Forse il live che più ho apprezzato. Sarà per la presenza scenica dell'imperatore Adriano, sarà per quella voce dal suono splendido che - scaricata da un sito su Rimbaud - Punck piazza a inizio live, oppure per le frequenze un po' assassine, ma me lo sono goduto davvero.
Momento migliore, una traccia alla Stars of the Lid che tra accordi prolungati di (?)tastiera(?) cresce cresce cresce e mi fa chiudere gli occhi per abbandonarmi a pensieri laterali belli e volanti. Avrei ascoltato questa parte per ore.

_aal

Ottimo come finale, il set di aal è cupo ma rilassante, visivamente povero (solo laptop), ma proprio per questo perfetto per chiudere gli occhi, abbandonarsi ai suoni ed alle immagini che la proprio mente con essi può creare. Mi rilasso, mi allungo e vedo forme che seguono scuri droni macchiati da brillanti sfrigolii e metallici rimbalzi.
Non poteva esserci finale migliore per questa due giorni di 'sperimentazione elettronica'. Alla fine purtroppo praticamente non ci sono spettatori se non noi, e così l'intimità di questa musica sembra farsi ancora più adatta.


:: si balla il country ::

Finito tutto, come ad ogni sano concerto che si rispetti, va messo su un disco. Litigheremmo per ore (Sigurt vuole hardcore, io dark, Patrizia industrial ecc...) se tra i CD presenti non individuassimo un Johnny Cash che mette d'accordo tutti, al punto tale che tempo 5 minuti ci ritroviamo tutti a ballare in stile pseudo-country come deficienti.
E' allora che finalmente arriva un folto pubblico, quasi tutti fossero rimasti fuori ad aspettare la fine del concerto per decidersi ad entrare.
Cosa che presumo si siano pentiti di aver fatto (entrare, non aspettare a farlo) quando vedono 5 individui che si suppone siano freddi manipolatori di laptop scatenati intenti invece a muovere gambe e braccia al ritmo di una chitarra country.

Ad un certo punto un tizio, forse uno degli Otolab, si avvicina e tenta di parlare di iXem con Adriano, forse ha anche intenzione di dirgli qualcosa di buono, ma viene sommerso di cazzate da parte di tutti noi altri, al punto che piglia e se ne va mentre noi ridiamo senza sosta.

Avrà pensato che fossimo ubriachi, strafatti di canne o altro, ma siamo sobri come ciellini, soltanto contentissimi.


:: finisce ::

Man mano la gente comincia a sfollare: ricordiamo tra questi un giovane convinto che aal venga da San Marino (da come parla e si muove costui deduco che probabilmente si fa di acidi da quando è un feto), un tizio che ci racconta dei vantaggi fiscali di vivere a San Marino, una graziosa ragazza dai capelli corti che ha attirato le mie attenzioni e un tale che ha introdotto il set di Punck con una simpatica telefonata a squaciagola (suoneria di "Per Elisa" compresa).

Io decido di dormire ancora lì (questa volta però il buon Ralph mi concede il suo letto, sempre sia lodato), e assiemea Sigurtà e Patrizia ci si guarda un po' di TV satellitare prima di dormire.
A orario imprecisato, annoiati dalla pletora di spettacoli simil-porno, ci ritiriamo nelle nostre stanze e ci salutiamo, sapendo che il giorno dopo lasceremo il LAB in orari diversi e prima che Patrizia si svegli.


:: via ::

Dopo una notte placida e comoda, mi sveglio nel letto blu, raccolgo le mie cose, poso una moneta da un euro al centro del materasso, scrivo un biglietto per chi ci ha ospitati, lascio un mio CD, mi rimetto la giacca ormai coperta di bianchi peli di cane, e sono pronto a varcare la soglia. Per caso, Patrizia accompagna fuori il cane in quel momento e così riesco almeno a darle un saluto.

Sono in macchina, c'è sole, tanto sole, tante auto che marciano nel senso opposto al mio, verso il fiume, a fare la gita domenicale. Io sto bene, i Low mi accompagnano a casa, è stato un week end memorabile e splendido, e sento che mi mancheranno presto tutte quelle cazzate che abbiamo detto.

Ora sono in ufficio, ho di nuovo i Placebo in cuffia per non sentire le brutalità dei colleghi... meno male che questa sera c'è il concerto di Antony al Ciak...

Tra tanti anni un giorno forse lo racconterò a qualcuno che mi ascolterà attento, magari con ammirazione, ed invidiandomi un po'...

(Hue)