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Sparkle in Grey al circolino

(per tacere di Luca Sigurtà, Manuele Cecconelo e ovviamente Punck!)

Sparkle in Grey - Live @ Circolo: "RA.ME.MU.N.CO mese di maggio", a cura di Andrea Marutti

(Mariano Comense , Circolo, 10/05/06)


Questa sera ascolto Vashti Bunian e Nicola Ratti, insomma della musica potente, nervosa, brutale. O meglio: ho deciso di rilassarmi più che posso questa sera. E' passata una settimana dal concerto che sto brevemente per raccontare, ed è stata una settimana assai stancante, e per dirla tutta neanche mi sento tanto bene.


:: La serata precedente: Sigurtà e Cecconello (e tante cazzate)::

Però mercoledì scorso, al Circolo di Mariano Comense, sono - anzi siamo - stati benissimo.
Io e il Cris eravamo già stati lì settimana scorsa, in occasione del primo dei 4 concerti di maggio a cura di Andrea Marutti / Afeman per la ormai famosa rassegna mensile di musiche non convenzionali (RA.ME.MU.N.CO), la cui organizzazione è in mano ai ragazzi dell'Ebria Records.

Dicevamo: settimana scorsa dovevano suonare Luca Sigurtà e Fhievel, ma poi quest'ultimo si è ammalato, così il Sigurt è stato costretto ad un live - comunque ottimo - sebbene solitario. La gente era poca, ma pare avesse apprezzato sia il concerto che la proiezione dei video di Manuele Cecconello, tra i quali spiccavano la ripresa protratta per alcuni minuti di un piccione morente (davvero toccante e difficile da reggere al tempo stesso) e una sensuale e straniante rivisitazione di un vecchio filmato erotico.
Ad ogni modo la serata, non solo per il concerto, era stata grandiosa, con il culmine nel momento in cui io Cris ed il Sigurt programmavamo un live da Montecitorio di Der Einzige e Harshcore per l'insediamento del nuovo presidente.
Per Napolitano non abbiamo fatto in tempo, ma un giorno lo faremo di certo.



:: Sembriamo famosi ::


Dato che la settimana scorsa eravamo davvero in pochi al concerto, per questo mercoledì temevamo che la cosa si ripetesse, ma pare che la voce che questa rassegna in fondo non deve essere male si sta diffondendo, tanto che per la nostra serata di gente ce n'è abbastanza.

Ce ne accorgiamo durante la (ottima) cena, durante la quale vediamo arrivare aficionados del luogo, amici 'del nostro giro' e sconosciuti. In più, ad un certo punto spunta una mia vecchia amica che è qui per il concerto e neppure sa che tra quelli che suonano ci sono io, e quasi mi emoziono.

Tra i commensali che si uniscono al nostro sempre più grande tavolo, tra i componenti degli I/O e dei Two Dead Bodies, Davide Del Col (Ornament/Echran) e altre eminenze sotterranee musicali italiane, ad un certo punto riconosciamo i per noi mitici Tasaday, che con le loro birre si appostano all'altro lato della tavolata. "Cazzo, i Tasaday!" dico subito ad Alberto e Cris. "Dobbiamo chiedere loro se ci fanno suonare all'Arci Blob di Arcore, ma dobbiamo farlo prima che ci sentano suonare, così poi non possono cambiare idea!"
Alberto però è fiducioso, o meglio lentissimo come al solito, e preferisce aspettare.

La cena procede con il rituale delle Memorie di Adriano che si ripete, sebbene in piccola scala (vd. resoconto sul concerto Survivors @ Lab12): questa sera infatti noi suoniamo di spalla ad Adriano Zanni da Ravenna, in arte Punck, titolare della weblabel ctrl+alt+canc nonché l'uomo che ha visto più concerti al mondo.
Così anche questa sera, durante la cena, Nonno Punck snocciola aneddoti sulla vita dei Violent Fammes, sabotaggi notturni a radio religiose fatti a suon di bestemmie e altre invidiabili amenità.

Ad un certo punto arriva l'ora di inziare, sono già le undici passate; si è deciso che inizia Punck, poi noi, e poi si fa una session improvvisativa finale.



:: Punck, poca pietà ::

Adriano suona principalmente tracce dal suo prossimo disco, che ho avuto tra le mani per un mesetto per realizzare il mix ed il master finale, e così il suo concerto è per me in parte conosciuto. Potrei quasi cantare.
Oltre ai suoni di fondo, però, Punck ne produce altri con i numerosi oggetti (sassi, tagliacarte...), apparecchi elettronici (tra cui spicca la sua loopbox nuova fiammante) e uno strumento musicale 'vero', che ha l'aspetto vagamente di una cetra, ma di cui ho dimenticato il nome, a lungo dibattuto.
Come sempre non lascia molto spazio alla serenità la sua musica, ma rispetto ad altri live suoi che ho avuto occasione di vedere in passato i suoni sono molto meno aspri e meno aggressivi, almeno per i miei parametri (parametri in effetti ormai fuori calibro a causa di ripetuti ascolti di SPK e Controlled Bleeding). A tratti spuntano pure dei ritmi (non dei beat però: rumori reiterati è forse il termine più adatto), talvolta lacerati da larsen brutali.
Non riesco a valutare la risposta del pubblico, che punta gli occhi sui video (che propongono immagini da filmato familiare in super-8 rallentate, stranianti se associate ai suoni del concerto); posso solo immaginare che molti siano un po' raggelati da questa performance e dal solito sguardo freddo ma rilassato del ravennate.
Non mancano gli applausi alla fine, ma tutti concrdano che ci vogliono almeno 5 minuti di riposo prima di sottoporsi ad un altro concerto.


:: Nuovi brani e nuovi errori ::

Per la prima volta da quando suoniamo assieme, non iniziamo il live con Limpronta, unico brano che sappiamo a memoria e che facciamo sempre. Abbiamo una nuova canzone (si fa per dire) con cui iniziare, PiM in Delay, e questo ci rende al tempo stesso più eccitati ma più insicuri.

Ci viene benissimo, se si esclude un problema ai volumi della chitarra del Cris, i cui suoni attraversano il mio capriccioso computer che - come sempre in questi casi - mi incasino a controllare. Il suo crescendo sale come deve e mentre la suono (imbracciando anche il basso di persona, quasi non ci credo!) sto da Dio.

Poi viene Limpronta, e fa cagare. Sbagliamo completamente la sincronia tra ritmi digitali e chitarre, così ne esce un puttanaio talmente immondo che a fine concerto molti ci diranno "Bello, anche se in un brano c'era qualcosa che non andava..."
Però poi il resto procede bene, anche l'altra traccia nuova, che amichevolmente chiamiano Police per via dell'effetto alla Andy Summers che usa il Cris sulla chitarra, e le solite Delusion Song e Canzone per le maestre, che chi ci ha visti più di una volta avrà già a noia.

Alla fine, dopo il rumore dello sciaquone che chiude il nostro live, tutti i presenti applaudono. Il problema è che i presenti sono la metà di quelli che c'erano a inizio concerto.

Pare che molti però se ne siano andati per via della tarda ora (1.30) cui finiamo di suonare, e non perché schifati dalla performance. Ci piace crederlo, ma ad ogni modo non ce ne preoccupiamo, perché i tre Tasaday presenti non sono tra i fuggitivi ma anzi ci avvicinano per farci i complimenti. Noi tre ascoltiamo i loro positivi commenti e ne siamo quasi imbarazzati, e ci viene da ridere quando sono loro stessi a proporci di suonare all'Arci Blob di Arcore magari a settembre, prima che possiamo chiederlo!

Anche solo per questo, potrei dormire felice. Regalo loro un CD nostro e mi riprometto di contattarli al più presto.


:: Improvvisazione per pochi ::

Come previsto decidiamo di rimetterci agli strumenti tutti e 4 per una impro finale che delizierà gli altrettanti superstiti.
A mio parere il risultato non è affatto male: Punck dispensa voci dagli idomi segreti, archi, crik e crok, io butto qua e là note di marimba e rumori di oggetti vari, Alberto armeggia sulla chitarra con gli effetti e l'archetto da violino, il Cris cerca a lungo il suono giusto con la propria per poi emergere in chiusura con una melodia che pacifica il magma dei suoni.
Complessivamente un brano di 10 minuti (mi pare) piuttosto linerare e fluttuante, senza picchi estremi, giocato tra suoni che sfumano gli uni negli altri.
Mentre son lì, penso che vorrei suonare così più spesso e che mi diverto un sacco.

Chiude il tutto il suono cialtrone del bicchiere di birra che io appoggio sul tavolo di Punck, proprio vicino al piezo di un microfono a contatto, con tanto di 'bum' riverberato che si diffonde per la sala tra i sorrisi nostri e degli spettatori, i quali sembrano piuttosto divertiti e incuriositi da questa imprevista performance.


:: E' tardissimo, so che domani sarò uno zombie, ma non riesco a tornare a casa ::

Smontiamo tutto (tanta roba questa volta) e poi nel cortiletto riprendiamo le chiacchiere con Adriano e Andrea, nonché con un curioso individuo assai entusiasta della serata, il quale vorrebbe proporci di suonare in una rassegna bolognese.

Tra le chiacchiere con il fonico, tra l'altro davvero gentilissimo, scopriamo che la ragione percui Limpronta è venuta un tale cesso risiede nel fatto che la spia di Alberto era spenta. Tutto questo a causa di un qui pro quo avvenuto a inizio concerto, in cui Punck ha dichiarato che tale monitor poteva restare tranquillamente spento (per lui, ovvio).
Non è grave e ne ridiamo, mentre Adriano sorride fiero di aver incasinato il nostro live con una sola parola.

Dopo un po' decidiamo che è ora di fare ritorno a casa, tanto più che Punck si deve fare un viaggetto non da poco fino a Ravenna, così si spengono le sigarette, si vuotano le birre e si va.

E' mercoledì, domani si lavora, ma già penso al prossimo RAMEMUNCO, quando qui verranno a suonare i Logoplasm da Roma, e noi non mancheremo certo.

Hue,
16 maggio 2006


Le foto sono di Afeman. Potete vedere un report fotografico completo qui.