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Sparkle in Grey vs. Soccer Players

Sparkle in Grey - Live @ finale torneo di calcetto: "Blues for Soccer Players "

(Desio, Centro Parrocchiale San Giorgio, 10/06/06)

:: nel posto sbagliato ::

...per farla breve: suoniamo in un campo da basket accanto a quello da calcio a sette. I Manitù, ardita cover band brianzola in cui suona l'amico Paolo Monari, è già lì dalle due per montare il tutto, e quando arriviamo noi (alle 17:45) hanno appena finito.
C'è un sole della madonna e non li invidiamo proprio. Anzi, li vediamo pure un po' incazzati che non siamo andati prima ad aiutare, ma non potevamo proprio.

L'atmosfera ci pare poco buona da subito: c'è la messa (!) quindi non possiamo provare fino alle sette. Ma alle sette dovrebbe iniziare il torneo, quindi quando cazzo c'è tempo? Alla fine si fa slittare tutto di un'ora e possiamo strimpellare un po'. Facciamo le nostre prove e notiamo che a volumi decenti le mie basi, costrette a uscire da delle casse per voce (senza woofer né tweeter ma monocono) fanno non cagare ma di più. Pare anche che con tutto acceso l'impianto non regga la tensione, e nemmeno io a dire il vero.


:: altro che i mondiali::

Le partite non finiscono più, una va pure ai supplementari (3-3), la gente strilla un po' ma l'atmosfera è di allegro scazzo. Di persone ce ne sono tante ma nessuna ha la faccia di uno che possa anche solo vagamente apprezzare la nostra roba, così definire la scaletta tra noi e i Manitù è dura. Noi pensavamo di suonare prima, in quanto gruppo di supporto, ma tacitamente si capisce che loro preferiscono di no, perché sanno che tutti scapperanno se iniziamo noi. Anche però suonare dopo sarebbe una tragedia... così si fa metà e metà: Manitù - (SiG) - Manitù.

Mentre passano i minuti e patatine fritte, salamelle industriali e birra annacquata penetrano nelle nostre vene, io Cris e Alberto decidiamo di tagliare un po' di pezzi della scaletta nostra (questa scelta probabilmente ci ha salvato la vita).


:: che il Dio Manitù ci protegga ::

La finale si conclude 1-0, ed arriva il momento: i Manitù attaccano, infilano pezzi che sono sì cover ma non eccessivamente note (non ai bifolchi quanto meno), da Space Oddity a cose degli Aftehours. Sono bravissimi, il pubblico apprezza e noi pure. Io ballo con la bellissima Sofia, che è segretamente innamorata di me.
Ha due anni, ed è la figlia dei nostri amici Silvio e Sabrina.

Poi tocca a noi... facciamo il possibile, ma io proprio non mi sento ispirato. Sbaglio parecchie cose, anche mentre suoniamo io e il Cris ad un certo punto ci guardiamo e decidiamo di tagliare un altra parte all'interno di PiM in Delay.

Ad un certo punto, quando sentiamo che il pubblico è sempre più lontano (solo dopo capiremo che non se ne andava perché dovevano ancora fare la premiazione del torneo), poco prima di iniziare Delusion Song, vedo un subumano che si avvicina armato di pallone da (mi pare) basket. Alto 1.80 circa, largo 1.80 circa, dunque sferico come la sua amata palla, vestito con magliettona di Armani, il gigione attende quasi educatamente un abbassamento dei volumi e poi si pronuncia, privo di originalità: "Scusa, ma quando cominciate a suonare?". Io lo ignoro del tutto, resto ad occhi bassi verso il Mac, ma quello insiste, un po' più aggressivo, e vedo che gira intorno al 'palco' (delimitato solo da una striscia di plastica attorno a noi), e si rivolge al Cris, ponendo la medesima profonda domanda "Scusa, ma quando cominciate a suonare?"
Ecco che qui emerge tutta la gentilezza, il candore e l'apertura mentale del buon Cris, il quale, sebbene non uso quanto me al volontariato con i disabili, dà corda al gigione, affermando con il sorriso che "Stiamo già suonando. Abbiamo cominciato da un po'." Io lo guardo (Cris), gli sorrido, e mi chiedo come procederà questa gustosa conversazione. Nel frattempo Alberto staziona nel suo mondo, continuando a suonare. 1.80x1.80 afferma poi "Ah, ma è mezz'ora che state provando!"
Cris ha il coraggio di rispondere pure a questo, riaffermando che si tratta DAVVERO della nostra musica, ed il tizio si trattiene dalla tentazione di lanciarci il pallone in faccia.

Poi proseguiamo, con il finale in cui Paolo Monari dei Manitù, inviato sul palco (cioé oltre la simil-transenna) si avvicina a noi per l'ultima traccia, Gridaohao (già proposta al concerto all'asilo), base elettronica tamarra e tre chitarre, compresi appunto i suoi folli assoli (è davvero un grande). Il bello è che all'inizio io pensavo che lo avessero mandato a farci tagliare, e poi ho scoperto che era davvero così, ma che non ne ha avuto il cuore.

Finita quella, gli amici ci applaudono, gli altri gridano per la premiazione, che avviene in un batter d'occhio mentre io smonto e i Manitù si apprestano a tornare sul palco, per un allegro finale di altre ottime cover, in cui pure io mi perdo, canticchiando con Gaia e coccolando Sofia, che sulle note più lente si addormenta un po'.
Ad un tratto il gigione pensa bene di cantare qualcosa nel microfono, mentre i Manitù intonano uno dei loro brani, ma è ormai lontano, forse innocuo.


:: meglio giocare ::

Alla fine sbaracchiamo con i Manitù, i ragazzi del posto si rivelano sempre gentilissimi, offrendoci ancora patatine a profusione, e pian piano montiamo tutte le cose sulle auto.

Poco prima di andarcene, spunta un pallone (che sia quello del gigione?), e così con Stefano dei Manitù in porta, io Alberto, Cris ed il bassista improvvisiamo qualche passaggio e tiro, divertendoci anche parecchio, nonostante la semioscurità e la stanchezza...

Arrivato a casa non smetto di chiedermi se ne è valsa la pena o no, fatto sta che è una cosa da raccontare. Qui, appunto.


Hue,
15 giugno 2006


Le foto sono di Milena Montalbano.