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Toys & Noise pt. 1

Hue + Luca Sigurtà, Claudio Rocchetti, Fhievel

Live @ Scalo 10, 12 Febbraio 2007




:: non c'è misura ::

A suonare musiche poco accessibili capita che le occasioni di suonare non siano proprio frequentissime, ma che poi però se ne accumulino magari un bel paio l'una a distanza di 24 ora dall'altra, giusto per poter distribuire il foltissimo pubblico, un po' come quando Vasco fa tre quattro concerti in fila a San Siro.
La differenza è che a vedere me c'erano pure le stesse persone due giorni, ma non solo.



:: ovviamente piove ::

La fortuna non è solita accompagnare i miei live, ad esempio per quello del Lab 12 c'era una nebbia degna della Londra di Conan Doyle, mentre 'sta sera il buon Dio si è limitato ad una insistente pioggia.

Quando arrivo sul posto, con un leggero ritardo dovuto alla non poca coda, inizio infatti a ricevere sms di disdetta da amici e parenti che, dispiaciuti, confessano di preferire il comodo divano di casa e la TV alla nostra gustosa performance, ma in effetti è difficile dar loro torto.

Scalo 10 è già pieno di amici: mi accolgono Stefano de Ponti (dei Passo Uno, e che pure ha suonato con noi alcune volte), Mara e Gigi, con i quali mi complimento per come sono riusciti a
far diventare quel luogo un locale molto 'caldo' e davvero adattissimo a concerti di musica per la mente. Ci sono divanetti sparsi qua e là (alla faccia di quelli che stanno sul proprio a casa!), sedie da teatro, cuscinoni e tavolini, un angolo bar assai invitante e un'illuminazione dai toni giallastri, perfetta.
Mentre attendiamo l'arrivo del trio, io inizio a montare le mie cose in un angolino, ma dopo non molto ecco Sigurtà, Fhievel e Claudio Rocchetti, che rivedo (molto volentieri) dopo solo un giorno da quando ha dormito da me per il concerto di sabato all'Arci Blob di Arcore.

Con loro c'è anche Manuele Cecconello, che invece non vedo da una vita, i cui video accompagneranno il concerto dei tre e (in parte) il mio.

Subito tutti iniziamo ad insultarci e a sparare le consuete cazzate mentre i ragazzi di Scalo si fanno in quattro per aiutarci a sistemare tutto al meglio.



:: Placebo vs. Radiohead ::

Verso le nove arriva anche Gaia, e siamo pronti per mangiare. Il luogo è attrezzato anche con un'ampia cucina, dove da un po' Mara e Gigi spentolano e sferragliano per cucinarci una gustosa pasta ai funghi, divorata in un attimo dai presenti, a cui man mano vanno aggiungendosi altri personaggi più o meno conosciuti. Must delle conversazioni della cena è "ma qui, chi è che preferisce i Placebo o i Radiohead?", con voto per alzata di mano, che vede i Placebo (prevedibilmente) sconfitti per molti voti a due (io e Sigurtà, ebbene sì!).
Si prosegue con approfondimenti sulla tristezza del vivere a Biella o in Brianza (senza votazioni qui, si rischierebbe lo zero a zero) e solite amenità musicali e cinematografiche.
In proposito, nell'altra stanza va a getto continuo il film di Debord "La società dell'immagine" avente come sottofondo musicale l'ultimo album degli Hot Chip, per un effetto sinestetico davvero bizzarro ma, stranamente, abbastanza riuscito (seppur del tutto casuale).



:: c'è gente, non ci credo ma... c'è gente ::

Comincia a farsi tardi e il momento di suonare si avvicina, mentre man mano il luogo si riempie di futuri spettatori qui - pare - davvero per noi. La cosa mi sorprende e mi rallegra all'inverosimile, visto il vuoto d'altre occasioni, e la tensione comincia a salire. Tra gli avventori si presenta anche Maurizio Ligniti da Pavia, che giusto pochi giorni fa ha scritto una sentita mail ai Passo Uno per complimentarsi della bellezza dei brani ascoltati sul loro sito (a seguito d'una bella recensione di Kronic).
Di persona è ancora più gentile che via mail, e l'incontro con persone come lui è di quelli che ti permettono di mantenere la voglia di suonare. Resterei a chiacchierare volentieri, ma i tre mi riferiscono che vogliono suonare prima loro, così mi riagito ancor di più e mi preparo ad ascoltarli.



:: Luca Sigurtà, Claudio Rocchetti, Fhievel ::

Pur avendo visto loro tre in varie salse in tanti concerti, poterli vedere in questo inedito trio è per me una assoluta novità, sebbene me li sia ascoltati più volte sull'ottimo (ma radicale) Pocket Progressive edito da Creative Sources.
Dato che per il 90% si tratta di musica improvvisata, non so cosa salterà fuori 'sta sera (e manco loro lo sanno). Nelle intenzioni, il solo povero Fhievel chiedeva di contenere un po' la vena noise e tentare una cosa con momenti anche pacati.
Verrà accontentato. A fine concerto Claudio confesserà che, nel momento in cui stava per lasciarsi andare a paurose bordate distorte una vocina gli ha detto "ricordati che sei con Sigu e Fhievel", e così si è un po' trattenuto.
Certo non sono mancati strappi, bottarelle a giradischi e microfoni a contatto e i soliti crick e crock, ma nel complesso il bello del concerto risiede proprio in una controllata rumorosità e nell'altrenarsi di monenti al limite del silenzio con altri molto potenti.
Il video di Manuele, seguito con lo sguardo dal solo Fhievel, nel suo progressivo astrarsi da immagini di boschi e foreste a campiture bianche e grige affianca a meraviglia la performance, sebbene in altre occasioni la commistione dei due media sia forse stata più studiata.
Alla fine non mancano gli applausi di un pubblico attentissimo, silenzioso e certamente soddisfatto.



:: Hue ::

Ora tocca a me. Ovviamente sono agitato, anche se la presenza di Gaia un po' mi quieta e solleva. Mi siedo al mio posto abbastanza sicuro, almeno 'sta volta le mani non tremano come al Lab 12, e faccio partire la traccia che mi fa da intro.
Il concerto prosegue piuttosto liscio, tutto funziona come dovrebbe, con l'eccezione di un disguido alle luci, che dopo 30'' che suono vengono del tutto spente, e così, non vedendo davvero più un cazzo, fatico un bel po' a giostrare volumi e giocattoli vari. Non è grave, e proseguo comunque, anche se forse un po' imbastito e costretto a mantenere gli stessi effetti sul mixer per più oggetti, perché non riesco a cambiarli al buio. Poco dopo però la luce riemerge e tutto diviene più facile.
Alterno momenti vagamente rumorosi e scostanti ad altri di stampo più melodico (Sigurt alla fine confesserà che i miei live gli mettono sempre addosso una malinconia della Madonna), con un picco di noise di suoni della metropolitana che piacciono tanto a Fhievel.
In chiusura Due ore in dieci anni, preso di peso da Un'estate senza pioggia, con annesso video di Manuele (lo potete vedere qui). L'effetto del video che compare solo a fine concerto è ottimo, e risolleva l'attenzione dell'audience dopo i 20' di soli suoni. Le immagini del matrimonio alle mie spalle scorrono lentissime sulle note di piano granulizzate e quando chiudo il laptop gli applausi sono lunghi e paiono sinceri. Sono felice e imbarazzato, così mi levo di scena un po' troppo repentinamente, con Gaia che mi dirà che sembro un po' un vecchietto quando lascio il palco così chino...



:: ritorno alla realtà ::

Finito il tutto giro tra la gente, raccolgo un po' di strette di mano e complimenti e la mia soddisfazione cresce. Pian piano tutti se ne vanno e così anche noi sbaracchiamo ascoltando uno dei migliori dischi pop di sempre, Alligator dei The National: con Gaia e Claudio dobbiamo fare ritorno in Brianza e poi domani alzarci presto, quindi meglio non attardarci troppo.

Salutiamo tutti, con alcuni ci diamo appuntamento da Esterni per il live di domani, e facciamo rotta verso casa sulle belle note di Bob Corn. Lì arrivati, ci accorgiamo di aver smarrito il cellulare di Gaia, e a ciò segue la piccola tragedia che ci riporta alla realtà, tra ricerche spasmodiche in casa, giri notturni in auto e parcheggi, fino alla rassegnazione che giunge alle tre di notte.

Al mattino dopo un sms di Stefano da Scalo 10 mi avvisa che lo hanno trovato loro.
Ancora non ci credo: uno perde un cellulare in un luogo pubblico e nessuno se lo fotte. Significa davvero che chi ascolta e suona questa musica assurda è diverso da tutti gli altri, e che Dio lo benedica.

Hue, 15 febbraio 2007