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Toys & Noise pt. 2

Hue + Harshcore

Live @ Esterni, 13 Febbraio 2007




:: ancora gasato ::

Non mi era mai capitato di suonare per due sere di fila, e devo dire che mi piace.

Questa da Esterni è una serata nata dai migliori auspici. Contattato Beppe, che cura appunto questa rassegna artistica che ha qui luogo ogni martedì, ho ricevuto una risposta più che entusiastica, e così si è riusciti ad organizzare la data in quattro e quattr'otto di filato a quella di Scalo 10.
Il mio unico problema è il mio desiderio di differenziare i due live, e così ieri pomeriggio mi sono attrezzato per aprire e chiudere i concerti in modi differenti.

Esterni è proprio a 5' di macchina dal mio ufficio, così finito di lavorare prendo i bagagli e faccio rotta verso questo luogo culto di Milano.
La cosa più buffa di tutto ciò è la curiosità dei colleghi che vedevano l'enorme trolley accanto alla mia scrivania "sei in partenza?" oppure "da dove arrivi?", ed io che rispondevo "no no, c'è la roba per suonare, 'sta sera ho un concerto proprio qui vicino". Forse ingenuamente speravo che almeno qualcuno mi chiedesee dove/come/quanto costa/posso venire, ma chiaramente non è fregato nulla a nessuno.



:: mi sento una piccola star ::


L'indifferenza dei colleghi è presto dimenticata grazie alla fantastica accoglienza che mi riservano ad Esterni. Beppe è simpaticissimo, un siculo verace trapiantato con successo a Milano, affiancato da un altrettanto simpatico toscanaccio che s'incuriosisce alle mie spillette (per il resto della sera lo vedrò girare esibendole fiero sul petto) ed ai miei amenicoli per suonare. Si presenta anche Rosa, addetta alla comunicazione, allegra, carina e pimpante. Da come tutti mi trattano mi pare di essere una star, e mi accorgo che pure gli Harshcore sono attesi con ansia.
Rosa e Beppe mi chiedono un po' timidamente "ma 'sta sera suonano con le maschere?" ed alla mia risposta positiva emettono un corale "sìììì" che mi stringe il cuore.

Poco dopo arrivano proprio loro, Sigurtà ed il Francese, quest'ultimo un po' provato da dei fastidiosi scompensi intestinali degli ultimi giorni, ma sempre fantastico.

Gli Esternauti ci riforniscono senza sosta di Moretti Rossa, il luogo si anima sempre più e il tempo passa rapido, tanto che alle nove arrivano anche gli amichetti Sparkle in Grey (Cris e Alberto) più Milena, la fidanzata di quest'ultimo. Con loro consumiamo una cena davvero ottima tutta a base di carciofi (complimenti alla cucina, davvero!), durante la quale si parla di "quanto cazzo è sempre preso male William Hurt nei film" e di altre amenità, con un breve interludio in cui io per errore attiro l'attenzione di tutti i presenti facendo cadere un'enorme asse.

La cena è lunga e rilassata, il luogo è pieno di gente vociante il cui aspetto va dalla gnocca milanese in tenuta da gara simil-alternativa al trentenne colto e raffinato, ma tutti in sostanza sembrano essere a proprio agio ed apprezzare la cena, che si chiude con una ciclopica porzione di dolce alla crema, dopo la quale ce ne andremmo tutti volentieri a dormire, invece ci tocca suonare.



:: Harshcore ::

Anche questa sera mi è stato riservato il posto d'onore nel chiudere la serata, così iniziano gli Harshcore. Teletubbies come sempre per intro, e poi via con i loro ritmi cupi e le distorsioni sempre sotto controllo a volteggiare nelle frequenze medio-basse.
Il set scorre liscio e pure con qualche piacevole sorpresa (brani nuovi!), ed
i momenti di maggior pathos si raggiungono quando il Francese s'alza in piedi a suonare (raro che lo faccia) o quando il Sigurt ravana con i nastri.
Il pubblico è piuttosto attento ma fatico a capire se apprezza, e comincia a salirmi un poco di timore per il mio live.
Alla fine però, dopo la chiusura noise (che ad ogni live viene sempre più bella), gli applausi scrosciano e la gente pare aver apprezzato.



:: Hue ::

Mentre preparavo ho notato che il telone delle proiezioni alle mie spalle emette dei rumori parecchio interessanti se strofinato con le dita, così inizio il mio concerto applicandovi un microfono a contatto e ravanando a più non posso.
Il tutto scorre liscio con l'eccezione di un momento cruciale nel quale, per avere il tempo di caricare un nuovo file sul laptop, dovrei far partire una molla meccanica che copre il gap che si verrebbe a creare tra la chiusura di un file e l'apertura del successivo.
All'ultimo minuto, mentre ancora suono la parte precedente, mi accorgo con terrore che ho dimenticato la molla dentro un sacchetto che sta in un'altra stanza. Non so veramente che cazzo fare, così raccolgo la molla meccanica, tento pateticamente di farla funzionare a mani nude a costo di distruggermi le dita, non ci riesco, e così decido che qualche rumore lo devo pure fare, dunque inizio a sbatacchiarla con la mano sinistra sul tavolo, mentre con la destra cerco il file che mi serve e lo apro, poi spippolo i volumi dei suoni che devono entrare, ed in qualche modo salvo la situazione.
il resto prosegue liscio e forse un po' più 'fisico' del giorno prima (alcuni parleranno di performance) per la tensione accumulata, ma il finale con i video di Manuele Cecconello riesce benissimo, e ce la faccio addirittura a chiudere i suoni in contemporanea alle immagini.
Applausi, tanti, e gioia per me.



:: fosse sempre così ::

Finito il tutto ricevo la visita di persone conosciute e sconosciute che mi vogliono stringere la mano e complimentarsi molto per il concerto, io ne sono felicissimo e alcuni, presenti già ieri (come Stefano e Gigi) mi dicono che hanno apprezzato di più oggi.
Sigurtà ed il Francese sbaraccano e comincio a farlo anch'io, davvero stanco ma esaltato, mentre ancora parlo con Beppe di festival in Sicilia e potenziali collaborazioni future.

Mentre raccatto cavi e carabattole, il mio occhio cade su una simpatica molla rossa. Era lì, accando al mixerino, pronta ad essere usata, la vigliacca, ma io mentre suonavo proprio non l'ho vista.
Sorrido a me stesso, chiudo le valige e saluto tutti.

E' stata una bellissima serata, che spero di replicare settimana prossima, sempre qui, ma con gli Sparkle in Grey. Pare impossibile avere due live nello stesso posto a distanza di sette giorni, ma è fantastico, ed al momento in cui scrivo è... domani.

Hue, 19 febbraio 2007