Other things:

:: Cronology
:: Merchandising
:: Bandcamp
:: Facebook
:: Wikipedia
:: Soundcloud
:: YouTube

:: CONTACTS






Catastrofe in Grey

Sparkle in Grey - Apocalisse Rock Festival

Live @ Bloom, 18 Marzo 2007



:: il palco dei miei miti di gioventù ::

Vi eravate stufati degli ultimi positivi ed entusiastici report in cui sembravamo una promettente band lanciata verso il successo? Bene, a ridimensionare ogni nostra velleità è arrivato un pomeriggio (ma che dico pomeriggio? eternità) al Bloom, luogo di concerti memorabili e celeberrimi.

Quando devo descrivere il Bloom a qualcuno che non lo ha mai sentito nominare (e quindi dev'essere per forza uno che non vive in Brianza) gli dico "è a Mezzago, un paese vicino a casa mia, è piccolo ma in un certo senso è storico, ci ha suonato un sacco di gente famosa... per dire... anche... non so, i Nirvana". Al che il tizio in questione strabuzza gli occhi e cominicia ad interessarsi al discorso.
Io al Bloom ci ho visto gente come i Godflesh, i Cranes, le Officine Schwartz, i Motorpsycho e, più di tutti, i meravigliosi Swans.

Oggi la programmazione del Bloom è un po' decaduta (tanto è vero che ci fanno suonare gente come noi), ma sono lo stesso contento di salire su quel palco che tante volte ho visto dal basso.

Peccato sia andata così male.



:: ...come se gli Sparkle in Grey andassero a Zelig ::

La situazione, già in partenza, per chi avesse visto la scaletta della manifestazione, è parecchio particolare. Si tratta di un pomeriggio/aperitivo musicale che dovrebbe attraversare vari stili del rock e includere presentazioni di libri, seminari ecc... In sostanza, si tratta di musica acustica voce+chitarra, e noi alla fine, del tutto avulsi dal resto. Ciò che però più mi sfagiola è la presenza del comico di fama nazionale Flavio Oreglio, che in saletta figura tipo nostro gruppo supporter, dato che suonerà prima di noi, che chiudiamo il tutto. Sebbene io guardi pochissimo la TV e ancora meno i programmi di cabaret, devo dire che le poesie catetiche di Oreglio a Zelig mi avevano sempre fatto quantomeno sorridere, e tantissimo avevo apprezzato il suo aspetto vagamente trasandato e certo genuino. Dunque, sono contentissimo di avere l'onore di suonare dopo di lui (e per quel che mi riguarda, sarebbe anche più sensato far chiudere a lui la serata, dato che certo per celebrità ci supera).

Quasi quasi potremmo chiederli uno scambio: noi in una apparizione a Zelig e lui a chiudere questa giornata.



:: villanova mezzago villanova in 16'48'' ::

L'appppuntamento per il soundcheck è alle 15:30. Noi dovremmo suonare alle 21:00, e - pare - chiudere tassativamente per le 21:30 al massimo, perché poi sopra c'è il cinema, se no disturbiamo.
Come arrivo in auto mi si presenta davanti agli occhi l'immagine di un tizio dall'aspetto conosciuto... si tratta del Non-Giovane, VJ di MTV, che parla serio serio al cellulare con non so chi, e si sposta mentre cerco parcheggio.
E già mi chiedo: ma io che cazzo ci faccio io qui?
Dopo non molto scopro che pure lui è qui per suonare con un suo gruppo, gli Orange. La cosa mi soprende, perché visti i contatti che avrà mi immagino potrebbe suonare a San Siro, e quindi invece vederlo qui tra noi me lo rende simpatico.

Scarico parte dei miei ammenicoli e mi dirigo verso il backstage, dove trovo Franz, Alberto e Cris che si guardano in giro con uno strano ghigno in faccia. Capisco che già va male.
Alberto è qui dalle tre perché presta l'ampli del basso a tutti i gruppi che ne abbisognano (tra questi peraltro non figuriamo noi), ha provato un minimo i suoi suoni e cerca di capire se possiamo fare un souncheck.
Nel frattempo arrivano uno via l'altro numerosi tizi con grosse custodie che temo contengano tutte strumenti: un via vai degli innumerevoli musicisti che si susseguiranno sul palco nel pomeriggio. Ad un certo punto realizzo che non solo di certo si sforerà, ma come minimo il tempo stimato per il tutto sarà quasi doppio.
Si scopre che in tutto il blùm non c'è un supporto per la tastiera (cazzo, ma allora Jarboe si era portata il suo? doveva dirmelo!), allora corro a casa a prendere il mio, per poi ripresentarmi qui a tempo record (considerato il gran numero di anziani guidatori della domenica che mi ostacola il tragitto).

Poi però in pochi minuti scopriamo le seguenti stupende cose:
- non abbiamo diritto a una cena, ma solo a una birra;
- non si può fare soundcheck;
- non ci cagherà mai nessuno;
- non è detto che suoneremo.

A seguito di queste scoperte Franz, con la sua Sarah, se la batte per andarsi a vedere un film di Kaurismaki in DVD, e io decido che forse è meglio tornare a casa e ripresentarmi qui alle otto, e poi vedere se e come suonare.
Cris e Alberto, incolpevole responsabile del nostro coinvolgimento in questo delirio (l'organizzatore è il suo capo) decidono di restare a presidiare il tutto. Alberto addirittura si sbilancia dicendo "magari mi diverto".

Io riprendo le mie cose e torno a casa e mentre rifaccio la strada per la quarta volta mi pare di vedere un ragazzino che mi prende l'intertempo sul percorso e mi fa cenno che per il cambio gomme sono pronti.



:: un'altra lunga attesa ::

Dopo una sessione di suoni casalinga, io e il mio Mac, con Gaia in silenziosa amorevole compagnia, sono di ritorno per le otto circa, ma è ancora troppo presto.
Fuori dal locale ci sono Al e Cris, cui chiedo "ci sono evoluzioni nella situazione?"
"Sì. Siamo ubriachi" è la loro risposta. Considerato che il quarto SiG è a casa a vedersi un film del più alcolizzato regista contemporaneo, siamo messi molto bene.

Decido di cercare di mettermi a pari degli altri, ma con un solo accredito temo di spendere un capitale. Ad ogni modo, non c'è un cazzo da mangiare (il buffet aperitivo è stato già spazzato), quindi a stomaco vuoto magari me la cavo con una media doppio malto.

In realtà ne serviranno due, ma quel minimo di allegria alcolica riesco a raggiungerla, e ci vuole tutta per reggere le performance che scorrono prima di noi. Ora: io non ho nulla nulla nulla contro il folk, la musica acustica, il country e quant'altro, ma solo li vedo un filo distanti da quanto facciamo noi. Sul palco si alternano gradevolissimi ensemble che vanno dal jazz alla cover band suonante pezzi storici di Eagles e Dylan, e me li godo pure io, ma tra tutte quelle facce sorridenti del pubblico non ne vedo una che sopporterà la nostra roba.

Il peggio è che ogni live è inframezzato da delle imbarazzanti presentazioni (con foto di gruppo, giuro) dell'organizzatore, con in più brevi siparietti tra i quali quello del Non-Giovane (all'anagrafe Francesco Mandelli) che dice di aver acquistato "una frequenza radio che copre tutta l'alta Lombardia, e che sarà una radio della Brianza, da Brescia a Novara" [che sta in Piemonte, ndr].

Nel frattempo tornano Franz e Sarah, compare Gaia, arriva Milena con gli amici Juan e Angelina, e mi torna un po' d'allegria.



:: Flavio Oreglio: il momento è catartico ::

Oramai sono le 10 passate, noi ancora non sappiamo come faremo, ma finalmente è la volta di Flavio Oreglio, che prima di salire sul palco (accanto al quale ci troviamo noi intenti a carcare di montare in quanto meno tempo possibile la nostra roba) si accorge d'aver dimenticato un cavo. Al che mi faccio avanti e gli dico "se ti serve un cavo jack ti posso prestare uno dei miei". Lui mi guarda, ringrazia, allunga la mano per presentarsi, ed io faccio lo stesso.
"Piacere, Flavio"
"Piacere, Matteo"
E' davvero un mito, sul serio. Umilissimo, gentile e - poi lo vedremo - pure bravo.
La sua band è composta da un secondo chitarrista, un contrabbassista (vittima dei suoi sfottò) e da un batterista (il pianista purtroppo non può unirsi poiché non c'è un piano).
Alterna monologhi con le battute tratte dal suo libro, alcune davvero spassose, e canzoni dal formato più classico, meno incisive forse per i miei gusti, ma comunque ben suonate e gradevolissime.
Il publico gradisce parecchio, applaude, ride, si diverte. Io guardo Alberto, accanto a me, e gli faccio notare come sarà triste cancellare il sorriso dalla faccia di tutti questi poveri cristi quando suoneremo noi. Ho pure una mezza idea di chiedergli se vuole continuare i monologhi sui nostri brani, magari riesce a far ridere anche sulle distorsioni di Pim in Delay...



:: Sparkle in Grey: il momento è catastrofico ::

Quando Flavio finisce di suonare mi chiedo dunque come reagiranno i presenti alla nostra musica, ma in pochi secondi mi rendo conto che il problema non sussiste: spariscono praticamente tutti nel giro di 5 minuti, come se avessero annunciato una bomba nel locale.
Restano le nostre fidanzate, e neppure tutti gli amici, più un gruppetto di ragazzi seduti a un tavolino che resisteranno fino alla fine (che Dio li benedica).
Il presentatore ci introduce come "e ora tocca agli Sparkle qualcosa... questa cosa nuova insomma..." e poi con un più ridicolo "sparcòl in de grey".
Noi saliamo sul palco e, accecati dalle luci, sparate dritte in faccia, ma aiutati da un fonico dai nervi saldissimi (io al suo posto oggi avrei mandato tutti a fare in culo e spento il mixer), montiamo il tutto.
Facciamo un imbarazzante line-check gridando da una parte all'altra della sala se per favore ci alza un volume qui e abbassa una luce là, con il fonico che ripete di continuo "per me potete iniziare". Per un breve, indimenticabile instante, mi si riaffaccia alla mente l'immagine di Justin Broadrick dei Godflesh che durante il suo live gridava "hey, can you please turn off that fucking light on my face?", ed io ragazzino lo stimavo per questo (è brutto essere teen-ager, meno male è finita).

Quando tutto è 'pronto' guardo Franz che impugna il violino come un pistolero all'ultima sparatoria prima di lasciarsi catturare dallo sceriffo: ha negli occhi uno sguardo tipo "ma che muoiano tutti, io me ne sbatto", e tira fuori le prime note della nuova intro di Teacher Song.

Suoniamo decentemente ma davvero senza verve, ed il top è raggiunto quando su Pim in Delay il povero Cris attacca il suo energico giro di chitarra, qui completamente inudibile. In compenso quando invece parte Alberto con la sua scorgo un signore che si tiene il parrucchino per non vederselo strappare dalla testa.

Chiudiamo con The Last Cloud da Nefelodhis, scomposta ma non terribile, se non fosse per uno dei miei suoni che ha delle frequenze così sbilenche che fa gracchiare anche i condizionatori in cortile.

A un certo punto, finalmente, è finita.

Il mitico Dur, compagno di suonate con La camera dell'amore sonico, ci grida "ancora!", ma io non me la sento e chiudo il laptop.



:: andrà meglio alla mostra canina* ::


Raccolgo le mie cose, saluto il Dur e Mario del Blob, anche lui eroico a restare fino alla fine, mi guardo in giro e vedo che davvero il posto è quasi deserto, e pensare che finalmente avevo portato le magliette di Grey Sparkle e Moriremo Tutti convinto che magari qualcuna ne avrei venduta... Ma poi quando avevo visto i banchetti di Greenpeace e Lega Ambiente disertati dai presenti, mi sono sentito una merda alla sola idea di affiancarmi a loro per far concorrenza alle loro magliette colorate.
Si torna a casa. A mezzanotte inoltrata mi arriverà un sms del buon Franz "siamosempregrandinonostantetutto", e riesco a sorridere di nuovo.

E poi posso raccontare agli amici di aver prestato un cavo jack a Flavio Oreglio, in un posto dove nel secolo scorso han suonato i Nirvana.


Hue, 20 marzo 2007


*Alberto dice che forse riesce ad organizzarci una serata per suonare a una mostra canina. Ho già le pulci al pensiero.