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Per tutto il resto c'è Sparklecard

Sparkle in Grey - We are the cover band of Sparkle in Grey

Live @ Scalo 10, 24 Marzo 2007



:: riproviamoci ::

A seguito della brutta esperienza del Bloom di settimana scorsa, arriviamo a questo concerto con qualche timore e con l'entusiasmo un po' stemperato. Abbiamo bisogno di sentirci un po' desiderati e non derisi, e speriamo che gli amici di Scalo 10 ci facciano sentire a nostro agio.
La cosa avviene puntualmente: quando arriviamo i soliti Gigi, Stefano e Mara (cui poi s'aggiungerà Andrea) ci accolgono con calore. Io ho suonato qui meno di un mese fa e in effetti mi sento un po' a casa.
In più è appena arrivato Paolo Saporiti, cantautore italiano di pura razza Cane Bagnato, ossia di una delle etichette rock dal futuro più roseo che vedo nel panorama italiano. I due dischi in cui suona (da solista in "Endless Fall" e quello con i Don Quibòl) li avrò ascoltati almeno venti volte, e quando ci hanno proposto di portare qualcun altro a suonare con noi qui non ci abbiamo pensato due volte a provare a chiedere a Paolo.



:: come diceva Francesco Salvi "c'è da spostare una macchina" ::


Se è vero che Scalo 10 è uno dei più accoglienti locali di Milano ch'io conosca, ha l'unico difetto di sorgere in una viuzza (via Chieti) larga come un calle veneziano e, inspiegabilmente, a doppio senso (curioso, visto che a Milano ci sono più sensi unici che alberi). Quando siamo arrivati abbiamo quindi lasciato le macchine fuori per scaricare le numerose attrezzature, ma mentre siamo lì a montare sentiamo qualcuno sbraitare dalla strada. Salgono Alberto, Franz e Paolo, per tornare dopo un quarto d'ora con aneddotti agghiaccianti riferiti alle proteste di un tizio che ha minacciato di far loro delle gran brutte cose per via del l'intralcio alla viabilità di cui li accusa. La cosa più interessante da notare è che il tizio è a piedi, ma si sa che Milano è la città del Freak Stressato, quindi non ci meravigliamo.

L'increscioso episodio però contribuisce a scaldare l'atmosfera ed avvicinare noi e Paolo, ci fa sentire tutti un po' musicisti sfigati. Poi lui attacca a provare. Premetto che è anche un gran figaccione, e che quindi quando sento che è pure bravo a suonare, per pura invidia gli romperei in testa una delle sue chitarre, ma è pure simpaticissimo, quindi lascio perdere.
A parte gli scherzi: Saporiti è davvero un bravo guaglione: ci aiuta a montare e assiste al nostro souncheck con pazienza e interesse, e scambia battute a raffica tanto che mi sembra di conoscerlo da tempo.

Finito il soundcheck (durante il quale ci rendiamo conto che non sarà facile suonare, e già tagliamo un paio di brani, visto anche il terrore negli occhi dei ragazzi di Scalo quando saliamo con i volumi), Paolo mi dice che ha apprezzato molto e che gli veniva da cantare. Nonostante la mia immensa diffidenza verso la musica non strumentale, vedo la cosa come molto interessante, così gli do il nostro disco e vedo se ne verrà fuori qualcosa.



:: cena incerta ::

E' ora di mangiare e Mara e Stefano han preparato per tutti un'ottima pasta al sugo, più insalata mista. La conversazione si sposta sui pericoli immensi che comporterebbe, a detta di Paolo, mangiare dei germogli di soia un po' più germogliati della norma. Quelli che abbiamo nei piatti, pur essendo buonissimi, in effetti quasi attecchiscono nel piatto, ma non ce ne curiamo. Del resto, colui che ci mette sull'avviso per i germogli, dopo aver detto "non bevo vino sta sera perché poi non va bene per la voce quando canto" a fine cena si sta scolando mezza bottiglia di Nebiolo...

Io, Franz, Cris e Alberto non siamo del tutto tranquilli. No, non è per i germogli: la scaletta non c'è ancora, ma in un attimo scopriamo che la sala è gremita e dobbiamo iniziare, così Al la mette giù con un pennarello su un tovagliolo mentre ognuno di noi fa le proposte, più o meno a caso.



:: Sparkle in Grey ::


Prima regola dei musicisti: mai scrivere la scaletta all'ultimo momento su un tovagliolo. Quando partiamo io sono parecchio teso. Iniziamo bene, From the Air, la cover di Laurie Anderson (che nessuno mai riconosce o conosce) viene molto bene, segue A Quiet Place anche quella ok, bene pure Limpronta, ma da lì in avanti le cose vanno storte. A me parte un larsen pazzesco e sono costretto ad azzerare i volumi di colpo. Il pubblico, comprensivo, ride e applaude per incoraggiarci, così io divento viola e rido a mia volta. Ma è il brano successivo, New Home Sunrising, che viene davvero un caos totale, con Cris che suona la chitarra senza sentire la base ed io che comincio ad avvertire problemi tecnici. La fottuta ciabatta con le prese che mi sono fatto non funziona più, così mi cade la corrente di continuo e non riesco a regolare i suoni se non continuando a dare calcetti ai trasformatori, così anche il finale Delusion Song viene mediocre.

Finito tutto, accade quella brutta cosa per cui il pubblico non applaude subito, chiaro sintomo del fatto che quello che è il silenzio finale viene percepito come una delle varie pause in cui siamo incappati durante la performance. Dopo alcuni secondi però faccio cenno tipo "ok, è finita", e quindi si battono le mani.



:: Paolo Saporiti ::

Mentre Paolo imbraccia la chitarra e ci seduce con la sua bellissima voce, percepisco nel pubblico un livello di attenzione altissimo, quasi una tensione. Sento che le sue canzoni che narrano di paure e dubbi piacciono molto agli astanti, ed anche a me, così mi volto verso il Cris e gli dico "d'ora in poi suoniamo solo di supporto agli UR, è più facile."
Il suo set si protrae per una quarantina di minuti, creando un'atmosfera di sospeso 'blue' nell'aria. Ogni tanto anche lui accusa dei problemi con i suoni, ma sdrammatizza tra una canzone e l'altra scherzando al microfono (proprio come facciamo noi, zitti e con lo sguardo fisso dall'inizio alla fine dei concerti).
Quando c'è il bis io grido "Needles in my heart", ma come a qualunque altro concerto in cui io ci abbia provato, non vengo ascoltato: questa me la paghi Paolo!



:: ho guadagnato 55 euro ::

Finito tutto, mi guardo in giro e vedo che effettivamente c'è un sacco di gente. Tra gli altri c'è il mitico Daniele Piccoli, grazie al quale, se tutto va bene, presto per Milano girerà un'Ape pubblicitaria degli Sparkle in Grey.

Poi ci sono qui Nicola e Caterina di Cane Bagnato Records stessa, che, gentilissimi, si sono occupati del banchetto dove esponevamo disperatamente anche noi magliette e CD in vendita. Scopro che mi hanno venduto un paio di dischi e una spilla. In più, Stefano poco dopo distribuisce l'incasso tra noi 5 musici. Unito alle magliette che vendo (ahimé) a Franz e Sarah e a Stefano stesso, realizzo di aver totalizzato 55 euro. A questo punto confligge fortemente la mia soddisfazione artistica con quella pecuniaria. So che molti giudicherebbero una miseria questi soldi, ma a volte ci si sente vilmente ripagati dal rientro monetario.

Un po' di corsa, salutiamo tutti e carichiamo in macchina. Al ritorno ci dividiamo su tre vetture, ed io finisco con Alberto, con il quale, esaurite le riflessioni d'ordinanza sul concerto, partiamo con una ciacchiera seria di quelle da vecchi tempi, su fidanzate, amori, esperienze, paure, ricordi indelebili. Era un sacco che non si parlava di queste cose. A ripensarci ora mi chiedo se non siano state le canzoni di Paolo ad averci in qualche modo ispirati. Ad ogni modo, mi fa bene parlare un po' anche di queste cose e non di musica, si tratta di una di quelle cose impagabili che la fottuta pubblicità della Mastercard potrebbe sfruttare:

"due CD venduti: 14 euro
tre magliette: 15 euro
una spilletta: 1 euro
incasso: 20 euro

Una chiacchierata con Alberto: senza prezzo.

Per tutto il resto, c'è Sparklecard."



Hue, 26 marzo 2007