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Italians do it Weird again

Fyodor D + Gopala + Tastiera + Enduring Poetry + Dario Antonetti - Live @ Arci Blob: Italians do it better X

(Arcore, Arci Blob, 1/03/08)

:: indecisione ::

Io adoro l'Arci Blob di Arcore. E sì che un tempo non lo sopportavo.
Mi faceva perfino tristezza, con la sua atmosfera provinciale, tutti sempre che si conoscono, l'arredamento da vecchio bar per anziani. Sarà che con il tempo è tanto cambiato nell'aspetto, dopo la riverniciatura e il riamodernamento, o sarà che sono cambiato anch'io, ma adesso lo trovo un posto fantastico. Peraltro, qui ci ho visto dei gran concerti (Eugene Chatbourne, Charles Hayward/This Heat, OvO), nonché performance di cari amici (Claudio Rocchetti, gli Harshcore, I/O, Madame P...) e, infine, ci ho pure suonato in due assurde occasioni.

E poi qui Andrea Reali organizza la rassegna Italians do it better, una garanzia di musiche bislacche, a volte estreme, spesso bellissime.
Questa sera siamo alla forse quinta edizione (ho perso il conto), e suonano solo personaggi di cui (mea culpa) non ho mai sentito parlare.


:: Gopala ::

Dopo una cena squisita e tutt'altro che frugale cena a base di agnello, zuppa di lenticchie e fiumi di birra rossa, sento che dalla sala grande arrivano suoni dissonanti e scomposti. Mi avvicino incuriosito e un po' spaventato (non si sa mai che cazzo possano combinare agli IDIB), e mi trovo davanti i Gopala, che sul volantino si definivano "cinque elementi alla ricerca di un'identità di gruppo". Mai definizione fu più azzeccata, dato che i cinque per tutto il concerto passeranno da uno strumento all'altro e si agiteranno sul palco per una mezz'ora di difficile classificabilità. Certo non può passare inosservata la front-girl cantante, che si trastulla a strapazzare la propria voce con un multieffetto tonante, un po' proprio come il qui presente Andrea Reali degli I/O. Solo che lui non veste di pizzo e con stivali lucidi neri sopra il ginocchio, né con zeppe da venti centimetri sotto i talloni. Mi avvicino proprio ad Andrea chiedendogli come mai anche lui non si veste così, ma mi risponde "perché non ho le scarpe adatte". Dopo avergli suggerito un posto ove comprarle (sarebbe la svolta per gli I/O!), torno ad ascoltare i cinque, che al di là della voce (a volumi troppo alti rispetto al resto) trattano tutti gli strumenti in maniere convenzionali e non: percuotono le chitarre, fanno tintinnare la batteria, strapazzano un flauto, gestisticono martelli e phon. Niente male la loro mistura, che grazie alla voce riverberata a volta mi riporta alla mente paesaggi 4AD à la Xmal Deutschland, in altri tratti la cacofonia i primi Neubauten, ma nel complesso la scomposizione è jazz estremo, quasijazz-core.


:: Fyodor D ::

Al massimalismo nervoso ma scanzonato dei Gopala segue la forma minimale del classico duo batteria più sax: sono Paolo Benzoni (anche lui I/O) e Marco Franceschetti. Tecnicamente eccezionali, riescono anche ad essere emozionali al punto giusto, senza lasciar fuori gli spettatori dalla loro musica complessa, ricchissima di cambi di tempo e struttura, raffinata, energica, improvvisata ma sotto controllo.

Bellissimo, ed impressionante nella precisione e nell'empatia con la quale i due procedono da campioni. Non sono un'amante del genere (anche se stravedo per "Men with Sticks" di John Lurie), ma ho proprio apprezzato.


:: Tastiera ::

L'esibizione dei Fyodor D è stata per tutto il tempo disturbata pesantemente dalla presenza di un folto gruppo di quindicenni che blateravano attorno al bigliardino. "Non ha mai avuto tanto successo come sta sera quel coso. Lo proporrei per il caminetto", sentenziava il sempre presente e mitico Mario Bossi, anche sta sera fonico per tutti.
Io più che altro non capivo che ci facessero quindici quindicenni all'Arci Blob il sabato sera... ecco: erano qui per Tastiera.
Mi avevano messo in guardia rispetto al suo show ("fa davvero casino, vedrai"), però sono rimasto sorpreso lo stesso. Uno a 34 anni pensa di averle viste tutte, soprattutto se è cresciuto ascoltando industrial da quando aveva vent'anni, però un ragazzo in età da liceo che suona con la mano destra la tastiera e con la sinistra la batteria, ancora può sorprendere, soprattutto se nel frattemo strilla come un ossesso.
Il risultato è una sorta di grind-core ultra riverberato, brani frenetici, brevi, pesantissimi, ma in fondo allegri e divertenti. Non ho dubbio che se ne sentirà parlare ancora, non solo tra i suoi amici amanti del biliardino.


:: Dario Antonetti ::

Si cambia di nuovo palco e si va all'estremo opposto, chitarra acustica e voce con erremoscia di Dario Antonetti, simpatico ed istrionico cantautore un tantino meno giovane di Tastiera e con un'esperienza pluriennale con gruppi come Acidi Tonanti ed Effetto Doppler. Nello show dai risvolti cabarettistici lo accompagna (se ho capito bene) il fratello, al controcanto ed alla chitarra, impegnato per tutta la durata del live a cercare di capire cosa stessero suonando e forse anche perché. Non ne azzecca una, me se è l'effetto comico/satirico/sovversivo che si vuol suscitare, beh, i due ci riescono appieno, strappando più di una risata all'audience e molti sorrisi. Senza contare che i testi sono tutt'altro che stupidi o banali. Mi dicono che il disco è - a differenza del live - curato anche musicalmente ed a livello di produzione, e tra l'altro pare che il generoso Dario (che se lo è autoprodotto) lo regali a chiunque lo desideri. Io non me la sento di scroccargli un CD, così corro in macchina a prendere una copia di Erimos e gliela porgo come scambio. Penso che gli farà cagare, ma chissà che non decida di passare alla musica sperimentale.


:: Enduring Poetry ::

Cominicia ad essere tardissimo, ed io, Franz ed Alberto, che con il Cris abbiamo provato tutto il pomeriggio per il nostro prossimo live qui come Sparkle in Grey, cominciamo a non poterne più. Così alla vista del duo Enduring Poetry le palpebre cominciano a farsi pesanti, e l'attenzione a cadere. Sarà quindi forse per quello che non riusciamo ad appassionarci a questi testi recitati su basi registrate, che forse in un altro momento potrebbero più facilmente suscitare il nostro interesse. Il pubblico sembra comunque godersela ed apprezzare, ma ormai è l'una passata e non ce la facciamo più, così saluto il buon Mario, Andrea/Afeman ed Andrea Reali, e me la batto verso casa, per scoprire che Gaia è ancora a spasso. Non sarebbe un problema, non fosse che solo lei ha le chiavi di casa. Quindi mi tocca chiamarla, costringerla a tornare qui per aprire e permettermi di scaravantarmi a letto.

E' stata un gran serata, davvero bizzarra... speriamo di riuscire a replicarla tra due settimane, quando suoneremo noi stessi con Freudi e Sigurtà+Fhievel alla notte dei miserabili. Spero anche di aver per allora più energie di 'sta sera, e di non addormentarmi mentre suono.


Info soniche:
www.myspace.com/fyodordproject

www.asscultpress.com

www.myspace.com/gopalagopala
www.myspace.com/tastiera
www.myspace.com/darioantonetti

Hue, 4 Marzo 2008