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Situazionismo involontario tra i video.it

Yuri Gagarin + Matteo Uggeri|Hue + Christoph Hess|Strotter Instr.
Live @
Fabbrica del Vapore: Video.it 9

(Milano, Fabbrica del Vapore, 18/03/08)

:: celebri vapori ::

Ancora non ho capito bene come sono finito qui. Tutto è nato da una strana mail di Fabio di Die Schachtel, il quale mi ha chiesto meno di dieci giorni fa se mi andava di suonare di contorno ad un evento video co-organizzato dalla sua etichetta e da o'artoteca. La cosa mi fa piacere e lusinga, soprattutto perché pare si debba suonare alla Fabbrica del Vapore qui a Milano, uno stabile che il Comune ha trasformato da deposito ferroviario in luogo di eventi culturali. Il primo nome che mi viene da associare a 'sto posto è quello di Derrick , non l'ispettore ma il sig. De kerckhove, allievo di McLuhan e grande teorico di ipertesti e novelle tecnologie, cose che mi riportano ai felici tempi dei miei studi univeristarii, ormai tanto lontani quanto la conferenza che appunto lui tenne qui parecchi anni fa.
Poi so che ci han suonato pure i La Crus ed Howie B, quindi mi dico "sticazzi! fico! evvai! ciusca!" (come dicevano a Milano tanti anni fa).

Do dunque il mio ok a Fabio e mi ritrovo al telefono con Sara di o'artoteca pochi minuti dopo, la quale mi chiede dettagli su che suono e come, e se c'è magari un video della mia "leggendaria" performance a Staalplaat. Ovviamente no, e quindi eccomi imbarazzato al telefono a spiegarle di microfoni da citofono, walkman da due lire, amplificatori da ambulanti, laptop da nerd. Le mando dei link che spero siano più esplicativi. Mi dice 'ok, parlo con l'organizzazione, ti faremo sapere'.
Già mi aspetto il classico "bello, eh: bello, davvero, solo che... insomma... magari un'altra volta". Invece è ok. Suonerò con Yuri Gagarin, un gruppo milanese "che fa dei suoni molto belli" e Christoph Hess, "uno svizzero che usa i giradischi".
Ancora non ho le idee molto chiare, ma già mi sale la tensione e penso a come preparare un set che non deluda.


 

:: shangai a milano ::

Da un po' di tempo mi è presa una passione malsana per la musica cinese, tanto da aver scritto un articolo sul Chinose ed avere intervistato Yan Jun per Sands-Zine, ma ora che sto passeggiando per via Paolo Sarpi, a due passi dalla seconda stazione di Milano, penso che forse non era necessario passare mesi su internet per scoprire qualcosa della musica estrema cinese. Forse in uno qualsiasi dei migliaia di negozii del quartiere cinese della mia città c'è qualcuno che ascolta i D!O!D!O!D!O! o impazzisce per gli Fm3. Poco probabile, in fondo. Mi sa che questi immigrati si sono assogettati al festival di Sanremo, dato che sfornano piadine romagnole e pizze poco cantonesi. Sono a spasso con i giovani Yuri Gagarin: ci siamo da poco conosciuti alla Fabbrica del Vapore, qui accanto, ed abbiamo tentato timidamente un soundcheck nell'immenso capannone che ospita questa rassegna "Video.it", giunta alla sua nona edizione ed annoverante tra le opere in mostra video di Alberto Finocchiaro, Maria Rapicavoli e tanti altri, vegetali e non.

Ad essere sinceri, non molte persone sembrano esser qui a guardare questi criptici ma interessanti filmati, ma pare anzi che per la più parte siano qui in attesa dei concerti, cosa che a me ed ai ragazzi non spiace affatto. Speriamo di non deluderli, dato che il capannone presenta dei riverberi che neanche a San Pietro...
Nell'attesa che l'emissaria del Comune se ne vada e permetta ai Gagarin di provare i loro giganteschi ampli per basso (poc'anzi sono stati interrotti da una dell'organizzazione terrorizzata dalle possibili reazione dell'assessore), abbiamo appunto deciso per la ricerca di cibo, e siamo appunto finiti inevitabilmente nella Pechino lombarda.

Ordiniamo sei piadine romagnole cinesi (ottime, a dire il vero) e seduti al bar discorriamo di musiche sperimentali e non, scoprendo io e Gabriele (fulcro della band) di avere conoscenze comuni in Renato Rinaldi e Giuseppe Ielasi. Chiudiamo con il peggiore caffé ch'io abbia mai bevuto e torniamo al capannone.


 

:: sudore ::

Giunto lì incrocio un tizio occhialuto e con lunga coda di cavallo, che ha tutta l'aria di essere svizzero e di amare i giradischi. E' Christoph: gli stringo la mano e lui esordisce dicendo "Hi! It seems we have common friends!". Si riferisce al fatto che anche lui è amico dei mitici Tasaday, con i quali ha pure suonato e collaborato in varie manierie. Gli porto dunque i saluti di Sandro e Stefano, e gli dico che forse passeranno di qui (invece verrà Carlo). E' davvero simpatico e ben poco preoccupato per la serata, sebbene anche lui abbia timore del riverbero pazzesco.
Man mano cominciano ad arrivare anche vecchi e nuovi amici miei, una vera pletora, tanto che come per il concerto con gli Sparkle in Grey di venerdì scorso mi coglie un po' l'effetto matrimonio, ossia quel tipico problema che hanno gli sposi nel riuscire a dedicare un po' di tempo atutti gli invitati senza che nessuno si annoi troppo o si offenda. Almeno qui non mi devono portare regali né io distribuire bomboniere, ma a volte sono capace di stressarmi anche per questo. Sono un po' teso in effetti, e quindi comincio a sudare, nonostante la temperatura scenda di minuto in minuto. Quando Gaia arriva sono ormai sudato quanto un muratore bresciano a fine turno, e lei mi fa giustamente notare che puzzo tanto se le mie ghiandole fossero un richiamo d'amore dovrei difendermi anche dalle scimmie.
E' imbrazzante, lo so, soprattutto in un posto dove il pubblico è per l'80% giovine-fighetto-alla-moda-milanese. Per fortuna ci sono gli amici, altro che sindrome da matrimonio. Loro mi conoscono. Conoscono la mia puzza.


 

:: situazionismo ::

Torniamo al capannone e mentre siamo in attesa accade una cosa molto singolare: avendo io posto il mio Mac su un tavolo vicino ad uno dei muri, vedo che la gente inzia ad interessarvisi, quindi vedo più di un giovinotto approssimarsi allo schermo, mani dietro la schiena, ad osservare cosa passa dì.
In effetti non si distingue molto dalla più parte delle postazioni con dvd e televisore che sono sparsi per la sala, quindi vado a vedere cosa c'è di tanto interessante sul mio monitor.
Ecco... accadde qualche mese fa che la mia fidanzata Gaia abbia smanettato con i settings del laptop, impostando come screen saver uno slideshow di fotografie pescate a caso da una cartella sul computer. Il bello è che tale cartella contiene foto di varia qualità, tutte scattate durante una gita al mare con gli amici. Gli scatti ritraggono noi in varii stati di allegro scazzo: davanti alla TV, appena usciti dalla doccia, in piagiama addormentati, mentre ci cambiamo, davanti a un sano piatto di pastasciutta, collassati a terra.
Allora realizzo: la gente sta prendendo questo come un video sperimentale. E' fantastico. Giro lo schermo proprio verso il centro della sala, proprio come fosse uno dei video in esposizione, e mi godo le facce della gente. Sono serissimi. Guardano il mio amico Zoia in mutande con lo stesso interesse con il quale osservano i video di Ugo Mulas.
E' la cosa più situazionista che io abbia mai fatto da quanto ho rischiato di cascare nudo in mezzo ad una famigliola che faceva pic nic al fiume.


 

:: Yuri Gagarin & the endless reverbs ::



La serie di video volge ormai al termine. E' ora per i Gagarin di iniziare. I volumi sono altissimi, feedback e ritorni varii, voluti o meno, si sovrappongono a muri di bassi e legnate sui piatti della batteria. I synth strabordano frequenze distorte ed i video passano immagini di repertorio di Gagarin e altri astronauti russi. La cosa mi piace, ma i volumi sono davvero troppo altri, dunque opto per il freddo, anche perché temo che le mie orecchie non sarebbero sufficientemente reattive per controllare il mio set dopo.
E' un peccato, perché la loro musica, che un buon uomo ha definito "noise da rettile anfetaminico", non mi spiace affatto. Certo ha conquistato Alberto, il nostro bassista, che li vuole ora far suonare all'Arci Blob di Arcore.


 

:: Hue & the far audience ::

Finito il loro set tocca a me, ma ancora non ho avuto modo di fare nessun check, né di suoni né di linea, così con l'aiuto di Christoph e di uno dei gentilissimi ragazzi dell'organizzazione, affidata all'associazione care/of, sposto le casse e mi accingo ad iniziare.
Faccio prima due prove con i picchi, pare tutto ok, la gente se ne sta per l'80% fuori dallo stabile, stile "meglio il freddo che questa musica di merda", ed inizio a suonare.

Tutto fila liscio, provo anche cose nuove, mando qualche sporadico suono ad un mini-ampli da suonatore ambulante che ho posto in mezzo al pubblico, per spazializzare un po' di più i suoni più luridi (Michele Palustre sarebbe fiero di questo simil-marcificatore), e pare che la cosa susciti commenti del tipo "e 'sto suono da dove cazzo viene?". Questo almeno mi riferisce Alberto, che sta tra il pubblico. Pare che qualcosa intimorisca gli spettatori: sebbene io tenga volumi piuttosto bassi, nessuno sta vicino alla mia postazione, e direi che il più prossimo è a sei metri da me. Forse puzzo davvero troppo oggi.

Al di là di tutto questo, il mio live fila liscio e sereno, mi diverto parecchio, improvviso qualcosa di nuovo, alla fine gli applausi sembrano sinceri.

Gli amici, affettuosi, commentano positivamente. Sono contento, ma devo prodigarmi ad aiutare Christoph a posizionare le casse per il suo set.


 

:: Strotter Instr. & his turntable orchestra ::

Christoph si è cambiato. Ora è in elegante camicia bianca e cravatta. Illuminato dalla luce albina dei suoi neon, con quegli occhialini tondi e le sue apparecchiature, pare davvero una sorta di scienzato, ma le sue grosse mani e gli oggetti che appoggia con maestria sui giradischi sono più da artigiano.

Il suo show, che riesco a seguire solo in parte perché impegnato a sbaraccare la mia roba, cattura più gli occhi che le orecchie. Con due giradischi e una gran varietà di oggetti riesce a creare pattern ritmici che ascoltati ad occhi chiusi ricordano una sorta di Plastikman (periodo Consumed) un po' lo-fi. Elastici che cozzano ritmicamente sono bassdrum e lamelle metallicche sostituiscono tastieroni e droni.
Grandioso, davvero. I Tasaday avevano ragione, è da vedere e sentire.
Il pubblico è silenzioso, vicino (però, cazzo, pure lui è sudato come un danosto!) ed attentissimo. A fine show gli applausi non finiscono mai, è davvero un piccolo trionfo.


 
:: scambi e abbracci ::

Ora è finita e Gaia reclama un rientro a casa in orari decenti. Anche Ago, accorso qui con Ilenia per seguire il concerto, necessita di un solerte passaggio a casa: glielo devo, dato che il piccolo walkman che ho sfruttato durante il concerto è suo. Nel finale, mentre lo sbatacchiavo sul tavolo, ho realizzato che il suo legittimo proprietario era lì a vedermi, ed ho temuto i avrebbe aggredito per i maltrattamenti al suo vecchio mangiacassette. Invece "sono onorato" ha detto. E' dal 1996 che suono con lui con i Norm, credo sia davvero il soldale musicale cui devo di più, non certo solo per questo walkman.

Saluto anche gli altri, scambio dischi e complimenti con Christoph, mi congedo dagli astronauti proponendo loro una data all'Arci Blob, regalo un paio di dischi a Sara e mi congedo, stanco morto. Non vedo l'ora di essere a casa. E di farmi una doccia.


Hue, 20 Marzo 2008