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Non sono le zanzare a ronzare nella palude questa sera

Sparkle in Grey / Harshcore / Madame P / Occhiodifiga / Claudio Rocchetti / Xtravagance Core - Live @ Festival della Palude 2008


:: più forti di loro ::

semaforoE' stato solo ad un certo punto della notte di sabato, credo fosse già l'una, che qualcuno si è reso conto che non s'era vista una zanzara. Considerazione interessante di un fenomeno bizzarro, dato che siamo a fine giugno, fa un caldo della madonna e siamo nella zona industriale di una delle aree d'Italia più umide e afose. Come cazzo è possibile che non veniamo masticati in contunuo dai maledetti insetti? L'unica spiegazione che riusciamo a trovare è che perfino i nostri piccoli ronzanti nemici, questa notte, hanno deciso di tenersi alla larga dal Lughé, il centro sociale che questa sera vede sul palco vari sperimentatori dall'elettronica al noise industriale. Forse tutti i ronzii, sibili, rantoli, bisbigli e ritmi hanno tenuto lontane anche le zanzare da questa Palude. E' il nostro di festival, non il loro.


:: finalmente di nuovo in viaggio ::

palustre releasesEra dalla mitica trasferta a Chioggia e poi a Graz che i nostri servigi musicali non venivano richiesti lontano, cosa che mette sempre una strana creativa energia addosso e spinge a sacrifici inimmaginabili. Così è da alcune settimane che prepariamo un live set degno dei 350 Km che ci separano da Lugo di Romagna, cittadina nei pressi di Ravenna, in piena Romagna mia, forse non tanto in fiore ma certo vivace artisticamente grazie alla presenza di personaggi quali Aldo Becca, Andrea Lepri e Michele Mazzani, rispettivamente Presidente, Vice-Presidente e Tutto-Fare-Agitatore-Sculturale-Sbleeeeee di Palustre Records, etichetta musicale attiva da pochi anni ma con già un suo piccolo ma accanito folle seguito. Merito forse delle particolarissime confezioni partorite dai suddetti, ma anche delle svariatissime proposte musicali che vanno dal noise più sghembo al cantaurorato più fine (vd. in proposito questa intervista).
Tra le altre cose, i tre hanno messo in piedi appunto questo festival in due serate, con proposte musicali delle più strambe, tanto che noi finiamo per essere quelli più convenzionali, (qui Burzum sembrerebbe Eros Ramazzotti).

Partiamo dunque da casa mia alle 11:00 con due auto, che vedono sulla fiammante Palio da amministratore di condominio il buon Alberto alla guida, sua moglie Milena accanto e il buon Franz steso sul sedile posteriore alle prese con telefonate ed attacchi di sonno. Ha la faccia di uno che arriva dal funerale del fratello, ma solo all'autogrill svelerà a me e Cris, sull'altra macchina, cosa ha reso il suo umore tanto raggiante.



:: God bless the Harshcores ::

la foto di un raduno militare gay scaricata dal webTra gli altri freak che occuperanno i palchi paludosi non potevano mancare i biellesi Harshcore, grazie ai quali riusciamo a evitare la solita devastante coda tra Borgo Panigale e San Lazzaro, tratto sul quale credo di aver passato almeno un migliaio di ore della mia vita in meno di duecento passaggi. Qualcosa lì immobilizza le auto, anche nei momenti più impensati dell'anno, figuriamoci in questo sabato di inizio estate. E' Luca Sigurtà che mi chiama apposta per consiglairmi di prendere la tangenziale e saltare il super-tappo. Credo che gliene sarò sempre grato, è stato la mia Onda Verde personale.

Già che c'è, al telefono mi racconta di una di quelle cose che solo a lui ed a Tommaso "Il Francese" Clerico (l'altra metà del gruppo) possono succedere: all'autorgill in cui si fermano a prendere il classico Camogli rancido si rendono conto di essere forse gli unici clienti eterosessuali, dato che nel parcheggio stazionano tre pullman diretti (lo capiamo dopo) al Gay Pride, che si svolge in questo week end. Subito noi altri quattro speriamo che a costoro giunga voce del Festival Palustre, in modo da avere un folto pubblico e dei più particolari. Già a Graz ci capitò una cosa del genere e fu bellissimo scoprire che la nostra musica è apprezzatissima dalla comunità gay!

L'autogrill in cui ci fermiamo noi invece è meno pittoresto: solo camionisti sudati, famiglie dai padri scazzati e stranieri indispettiti dalle acide cameriere. Consumiamo il nostro misero pasto mentre Franz ci racconta di come il live dei Pul-Ito della sera prima sia andato in fanteria a causa dell'avidità ed insulsaggine dei gestori del Palkodiscopizzeria (bel nome, cumplimenti), dove era previsto suonassero. Pare sia l'unico locale sulla terra in grado di inventarsi ragioni per chiedere 700 euro (un cifra da nulla...) ai gruppi per suonare. Avete capito bene: se suoni lì e alle undici di sera non hai riempito il locale con il tuo folto seguito (e deve essere una roba tipo Vasco Rossi), loro ti chiedono 'un rimborsino' per permetterti di strimpellare le tue quattro note di fronte ai tuoi troppo sparuti fans. A ciò si aggiunga che Franz e compari hanno delle scenografie sul palco che al confronto lo Spider Tour di Bowie era il teatrino delle marionette, e che quindi per montare tutto ci avevano messo una giornata... posso capire come mai Franz avesse la faccia da funerale.
"Con gli Sparkle in Grey è tutta un'altra cosa, Franz! Vedrai, il posto di 'sta sera sarà una figata", gli dico. E mentre lo dico mi cago addosso.



:: calda accoglienza ::

Mentre siamo in dirittura d'arrivo mi chiama il buon Aldo per dirmi di parlare con Andrea (che ci farà da fonico) e di accordarci per il benvenuto. Lo chiamo e decidiamo di trovarci alla stazione di Lugo che, a dispetto di quanto mi aspettassi, è un gran bel paesino, verde e grazioso. La stazione, come prevedibile, un po' meno, però al bar ci concediamo acqua e caffè, con Alberto che è già in tenuta sbracata: torso nudo e pantaloncini corti. E' l'inizio di un degrado fisico e morale che di lì in poi ci porterà sempre più ad assomigliare a bestie da soma che ad umani.
Arriva Andrea, barba lunghissima, capelli a zero, orecchino e sandali. Con parlata romagnola ma rarefatta si presenta ed altrettanto facciamo noi, mentre dopo pochi minuti di dialogo ci torna in mente che, tra gli altri con cui ha collaborato come cantautore c'è un tizio di nome Gianni Maroccolo. Ci prendono un attimo i brividi, poi facciamo finta di non essere come teenager al cospetto di uno che ha suonato con una delle personalità musicali più importanti in italia, e ci lasciamo condurre a casa sua.

mostri di taniaLì troviamo gli Harshcore, Claudio Rocchetti, Tania "The Monsta Maker" e Sarah, fidanzata del padrone di casa. Ritrovarmi con tali amici mi fa sempre uno strano, splendido effetto. Ogni tanto penso che quando sarò vecchio ripenserò a questi incontri in ogni luogo d'italia e non, da Berlino a Vercelli, come preziosi ubiqui abbracci.
"Ciao testa di cazzo!", esordisce Rocchetti. "Porca troia, anche qua mi tocca beccarti, brutta merda!", gli rispondo.
Dopo tali affettuosi salamelecchi stringo la mano anche al Sigu, incensandolo per averci salvati dalla coda, ed al Francese, in forma come sempre. Mi accorgo che noi quattro siamo gli unici ad usare le care vecchie scarpe, a differenza di tutti questi discinti gioviniastri in ciabatte, infradito, sandalazzi e piedi nudi. Noi siamo di classe.

Dopo non molto arrivano anche i veri capi, ossia Aldo e Michele, nonché Kitty "IOIOI" Fraticelli, guest star degli Harshcore per questa sera. I palustri, gentili e veramente carichi, ci raccontano della serata di ieri, non prima di aver passato con noi un po' di tempo a sparare cazzate inverosimili, arte in cui Michele è maestro indiscusso. Culmine - dopo lunghe discuisizioni su Stridborg ed altri blackmetallari assuri - è un'accessa discussione su Snorky e Puffi, durante la quale tutti quanti rischiamo di venire alle mani nel confrontarci i ricordi sulla genesi degli uni e degli altri, dove in particolare Puffetta e Grande Puffo vengono tacciati di relazioni al limite del freudiano, Puffo Pittore e Muscoloso anche, poi lo snorkel degli Snorky è visto come simbolo fallico, loro come dei meri squallidi riscaldati "puffi del mare" e Gargamella è "chiaramente" una metafora (ben riuscita) di Dio. Per fortuna dobbiamo andare.



:: capannone mon amour ::

Dato che una metà degli Sparkle in Grey è costituita da magazzinieri, la notizia che il luogo in cui suoneremo, monteremo e dormiremo è un bel magazzino non è accolta con gioia da Cris ed Alberto, ma nonostante questo siamo ansiosi di vedere il locale che Andea, Aldo e Michele continuano a descrivere come il luogo più caldo e problematico del mondo.
Sarà per questo loro metter le mani avanti, ma quando siamo lì scopriamo invece che il posto è incredibilmente carino ed accogliente, disseminato di divani, tavolini, teche, immagini, cuscini, poltrone, nonché di enormi triangoli sui muri, volti a migliorarne l'acustica che, incredibilmente, è ottima.

In attesa che arrivino gli altri gruppi iniziamo a montare la nostra roba e a fare il soundcheck, che incredibilmente fila molto liscio grazie soprattutto alla solerzia, pazienza ed abilità di Andrea, che ci ricorda i fasti di Graz. I pezzi riescono bene, anche quelli nuovi, e siamo stupiti soprattutto di come Sunrising Female riesca quadrata e piena come deve essere, con i suoi beats elettronici che si mischiamo alla batteria di Cris. Sono stranamente preso benissimo (passerà).



:: paludosi brava gente ::


xcChiunque incontriamo è gentile, aperto, rilassato. Ci sediamo sui divani e inziamo a bere birra a ripetizione, in attesa della cena; nel mentre si parla di musica, di cose assurde, di musica, di cose folli, di musica e di altro. Aldo ci presentala la bella Laura, una sua amica che inspiegabilmente è venuta da Milano appositamente per i concerti. Non conosce il noise né la più parte dei gruppi che suonano 'sta sera, ed ovviamente neppure noi, ma è eletta ormai a 'unica vera spettatrice dell'evento', in quanto a conti fatti (per ora) sembra essere l'unica dei presenti a non dover suonare o accompagnare chi suona.
Ad un certo punto arriva un veicolo dai finistrini aperti, dal quale scendono cinque personaggi tutti simili gli uni agli altri: ricci e/o con dread, sandali o ciabatte, pantaloni pinocchietti a vita bassa e sguardo vivace. Sono gli Xtravagance Core, sorta di combo multimedial-teatral-musicale che pare prometta uno spettacolo fuori dal comune (anche lo stesso Michele ci suona, con il compito di "'scaraventare in giro campanellini").



:: endless wait ::

Sono ormai le nove e cominciamo ad avere fame, e lo faccio presente proprio a Michele, il quale risponde tranquillo "sì sì, non ti preoccupare, adesso dovrebbero arrivare dei tipi con delle birre". Io e gli altri ci guardiamo e gli facciamo notare che di birre ne abbiamo bevute almeno cinque a testa fino a quel momento, e che forse ci piacerebbe del cibo solido (ora mi sovviene di come in effetti l'anno scorso al Tago Michele abbia tirato avanti tre giorni mangiando un panino - un panino in tre giorni intendo).
Per fortuna invece arrivano tre meravigliose ragazze cariche di pignatte con insalata di riso, cous cous, focaccine, frutta e altro ben di Dio. Mi sembra del tutto incredibile che anziché la solita pizza o la pasta scotta ci venga offerta una signora cena, e fresca per giunta. Scopro perfino che il cibo è a disposizione di tutti, spettatori compresi, ad offerta libera. Mi sembra una cosa bellissima, generosa e valevole, e neppure quando a fine serata scoprirò che il nostro rimborso si basa sulle potenziali offerte dei mangiatori cambio idea.
Mi ingozzo come mio solito, e così fanno gli altri, poi inizia un'attesa interminabile.



:: Madame P ::

madame pNel frattempo è arrivata anche Patrizia Oliva/Madame P, che ho visto due settimane fa al Biko a Milano, sempre in questa logica di incontri ubiqui, e pare che sia la prima a salire sul palco. Il suo è un concerto pacato, melodico, ritmato addirittura: la sua abilità nel tagliare i loop e cantarci sopra ha ormai raggiunto dei livelli altissimi, e questo è il suo concerto migliore tra tutti quelli cui ho assistito.

A fine set glielo dico, ma lei pare poco contenta, dice che si è sentita un po' costretta a contenersi, dato che pare che Andrea avesse scambiato alcuni suoi feedback sibilanti come errori nell'impianto, dove invece lei li usa come parti integranti del suo show. Curioso questo fatto, dato che di lì in poi rumori devastanti di varia natura metteranno a dura prova le casse del Lughé.



:: Occhiodifiga ::

Ammetto: è con raccapriccio che scrivo il nome del duo che si esibisce dopo Patrizia. Il nome promette qualcosa di davvero particolare, forse devastante, ma nel soundcheck mi erano parsi pacati e perfino raffinati. In effetti è così: il loro set, costruito su vari device tra l'elettronico e soprattutto l'analogico (nessun laptop se vedo bene) inizia tranquillo per poi crescere, dondolandosi tra picchi e cupe pause, ed esplodendo in un noise piuttosto ben fatto. Peccato che i 'visuals' rubano un tantino l'attenzione: qualcuno (non loro, preme dirlo) ha la bella idea di trasmettere un vecchio film porno anni '70 sull'enorme parete alle loro spalle, tanto da far passare la loro pur valida musica in secondo piano. Non ho poi modo di chiedere ai due cosa ne pensassero, ma la scelta è giudicata infelice dai più degli spettatori, compresi i più accaniti onanisti e sostenitori del porno (siamo peratro i giudici più severi, conoscendo quanti film molto migliori di questo sono in giro).



:: Hashcore with IOIOI ::

harshcoreI due biellesi li ho ormai visti suonare decine di volte, ed anche di Cristiana ho assistito ad una performance, dunque sono curioso di capire cosa esce da questa commistione.
Il trio inizia bene, durissimo, anche se le rasoiate di IOIOI tendono a coprire le ritmiche di Sigurtà, parzialmente sommerse. Il Francese si difende col suo basso, ma è nella parte centrale, quando è IOIOI a tenere la scena, che le sincronie funzionano meglio. Cristiana si scalda su accelerate pseudo-metal e i due la seguono benissimo, per poi ritornare in un miasma noise finale lungo e d'impatto. Forse Kitty fa più fatica a seguire i due compari che il contrario, ma può essere questione di abitudine a suonare in solitaria. Del resto, è la primissima volta che si trovano ad improvvisare assieme e non è facile. Senza dubbio, un concerto visivamente di grande impatto, con i tre mascherati (Kitty da gatto) a lottarsi gli occhi del pubblico altrimenti rapito da Videodrome di Cronenberg sullo sfondo (sempre a scelta del locale). Comincio già a pensare che mi toccherà rompere i coglioni e chiedere di non avere video durante il nostro set...



:: Xtravagance Core ::

xcAldo e Michele (che come detto ne fa parte) ci avevano premesso che lo show degli X.C. sarebbe stato parecchio bizzarro. Ormai è parecchio tardi e le nostre orecchie sono decisamente provate, e le palle, diciamolo, pure. Ci viene chiesto di lasciare il capannone, all'interno del quale i ragazzi si rinchiudono per quelli che a noi sono parsi 20 interminabili minuti, creando una notevola aspettativa. Quando il portellone viene riaperto, al centro del pavimento, giù dal palco, c'è un mucchio di sacchi della spazzatura riempiti di palloncini (nel pomeriggio li avevamo visti intenti a gonfiare). Il tutto viene a rappresentare una sorta di genesi della monnezza, raccontatata da uno dei componenti sul palco, mentre i due tizii coperti di stracci e palloncini si dimenano sullo (sporchissimo) pavimento. La cosa è interessante e curiosa, ma dopo alcuni minuti già parecchi mostrano segni di impazienza. Cerco di resistere fin quando iniziano a suonare. Il suono è in effetti bizzarro, a tratti pregevole, tra accelerate hardcore-black metal, jazz e rock & roll demenziale (riconosco una melodia dalla soundtrack di Star Wars), e di certo musicalmente ci sanno parecchio fare, ma la presenza ingombrantissima dei vocals deliranti rende tutto di difficile digeribilità, soprattutto a questo punto della serata. Lo show sembra interminabile, così, esausto, decido di adare a farmi un giretto rigenerante in auto, con aria condizionata e Pan American a cullarmi le stanche orecchie. Nel girovagare tra le strade della zona industriale vedo perfino una rana ed un leprotto che, per un attimo, ristabiliscono il mio umore. Quando ritorno gli X.C. stanno ancora strillando, e trovo Rocchetti e Tania ancora più esausti di me. A me è passata del tutto la voglia di suonare, anche perché vedo molta gente esasperata lasciare il locale, nel quale restano aficionados e fan irriducibili dei romagnoli sul palco.
Finalmente lo show si conclude, e tocca a Claudio.



:: Claudio Rocchetti ::

claudio rocchettiPurtroppo mentre suona lui noi siamo costretti a montare il nostro palco, onde non tirare troppo avanti i tempi, quindi riesco solo in parte a godermi i suoi suoni. Ciò che mi colpisce da subito però è il suo contenersi ed il giocare su frequanze pulite, a tratti quasi cristalline (sempre rispetto a quelle che è solito sparare fuori dalle casse nei suoi 'destructive DJing set'). Inoltre, come promesso, rispettoso della stanchezza del pubblico e del fatto che dopo dovremo suonare noi, chiude il set dopo soli 10/15 minuti. Non gliene sarò mai abbastanza grato. Ancora una volta Claudio si dimostra una delle persone più rispettose ed attente agli altri ch'io abbia mai conosciuto. Un Amico, ed un Musicista.



:: Sparkle in Grey ::

sparkle in greyCome detto, noi siamo del tutto a terra. A tratti ci siamo parlati, nell'attesa, ed ognuno di noi pareva a turno più esasperato degli altri. Indimenticabile l'immagine di Alberto e Cris che accordavano le loro chitarre in uno stanzino mentre gli Xtravagance strabordavano di casino.

Dopo aver caricato con fatica tutto sul palco, fatto un rapido line check ed un cenno "no no no" verso i video, che vengono prontamente spenti, siamo pronti. Un po' tesi, distrutti, ma pronti.
L'inizio, affidato come molte altre volte a Limpronta, non decolla come dovrebbe, con i droni di Alberto molto sommessi ed il ride del Cris che non riesce a farsi sentire (non è quello che aveva portato, nel casino se n'è ritrovato un altro meno sonoro), così io cerco di darci dentro di più con i miei pescetti di plastica, con pure Franz che fortunatamente si reinserisce... alla fine risolviamo ed inizia la parte melodica e ritmica, sempre un'incognita. Per fortuna viene bene, i suoni mi sembrano ok, anche se non riesco a sentire tutta una gamma di frequenze medio-alte che purtroppo sul palco non giungono. Proseguiamo con i due pezzi nuovi, ThatOne e Sunrising Female, che ci piaccino, soprattutto la coda pesantissima di quest'ultima, con il basso di Alberto e la batteria di Cris, soli, a dialogare in modo quasi rock. E' ora di chiudere e con Delusion Song ci congediamo dopo una mezz'ora tonda di set. Applausi e discesa dal palco. Ci corre incontro subito Aldo per dichiararci il suo apprezzamento, ma disperato per la mancata esecuzione di Teacher Song. Alberto subito mi guarda e fa "Facciamola!". Come rifiutare il primo pezzo a richiesta della nostra vita? Ci consultiamo anche con Franz e Cris, e alla fine decidiamo che si può fare un bis, con dentro anche Pim in Delay. Ci manca però il glockenspiel, e prontamente ci viene prestato dai ragazzi Xstravagance, che nella loro bizzarria sono generosi e assai gentili. Ritorniamo sul palco e finiamo il nostro dovere, iniziato alle ore 2:00 in punto di notte. Quando scendiamo ci attende Deborah, adorabile fidanzata di Aldo, nonché musicista diplomata lei stessa, che con occhi adoranti ci ringrazia e copre di complimenti uno dopo l'altro. Ancora un po' e svengo.

sparkle in grey



:: c'è gente che vuole dormire ::

Stremati, ci godiamo il post concerto. Ci siamo piaciuti, e non è cosa che capita spesso, quindi siamo allegri al punto che Alberto diventa loquace ed io silenzioso come un monaco mentre Aldo e Deborah ci raccontano di quando hanno ascoltato questo e quel brano nostro, emozionandoci ulteriormente. Aldo addirittura mi abbraccia. sleepE' pazzo: sono sudato ed indosso una frusta canottiera dei Fear Factory che ormai farebbe schifo a un ratto. Gli altri non sono messi molto meglio, con il Cris che ha la faccia di un naufrago, Alberto che pare uscito da una piscina di sudore e Franz, apparentemente più signorile con i suoi bei jeans neri e la polo in tinta, che nasconde sotto quesgli strati la sfiancante prova con i Pulp-Ito di ieri e quella con noi di oggi. Dobbiamo dormire.

Peccato che gli Xtravagance preferiscano fa scoppiare il loro bei palloncini, bofonchiare al microfono, pestare ancora un po' sulla batteria, dare ogni genere di fastidio possibile. Il tutto coadiuvato dal buon Michele che, in veste di DJ, dispensa black metal e Swans (questi per la mia gioia, devo ammettere) impassibile.
Ad un certo punto Patrizia, eroica, spunta dallo stanzino dei divani e rimbrotta i giovini come una mamma esasperata, al che io la sostengo recandomi da Michele ed implorandolo di azzerare i volumi e riportarsi i compari a Rimini, donde vengono. Nel giro di un paio d'ore ce la fa.



:: notte ::

Sono le 5:30 quando Aldo e Laura vengono a salutarmi per andare a casa di Andrea a dormire pure loro. In quel momento i SiG sono così sistemati: Al (con moglie) in terra, nello stanzino, sopra una coperta ripegata; Franz sul palco, anch'egli con coperta (sopra e sotto, se vedo bene); il Cris su un divano lungo la metà di quando lo sia lui, comodo come un fachiro; io mi sono conquistato un divano altrettanto corto ma fortunamente senza uno dei braccioli, così con i piedi a penzoloni bene o male posso 'sdraiarmi'. Peccato solo che sia lurido come l'asfalto del mercato quando le bancarelle se ne vanno, ma pazienza. E' un posto prezioso, e devo ringraziare colei che è stata il mio Angelo della Notte se sono qui sopra e non sul pavimento, ossia la ragazza di uno dei due Occhiodifiga, che si è spostata sul divano nel quale già giaceva il suo fidanzato per far posto a me. Ogni tanto apro gli occhi e la guardo con gratitudine infinita.

A metà notte, come sempre, mi tocca uno dei pellegrinaggi per i quali sono tristemente famoso. Il mio bel posto è a un passo dalla porta del bagno, che - in tono con la serata - cigola come un portone medioevale ogni volta che qualcuno si avvicina (e nella notte sono in tanti), così quando gli Occhiodifiga - alle sei e mezza credo - lasciano il capannone, io vado sul lungo, dritto, bel divano (sempre luridissimo) sul quale stava l'altro ragazzo, e lì me la dormo bene fino alle 11:00, quando l'odore del caffé preparato da Franz inizia ad vagare nell'aria. Apro gli occhi e sorrido.



:: non fate mai vedere un pallone agli Sparkle in Grey ::

matteo huePer pranzo chiediamo di andare in una trattoria per non essere ulteriormente di disturbo ad Andrea e Sarah che, pur essendo andati a letto ancor più tardi di noi ed essersi fatti un culo tanto a rimettere a posto tutto, vorrebbero ospitarci per pranzo. Alla fine andiamo a prendere un'ottima piadina in una sorta di oratorio romagnolo (quindi tutto speciale), dove dal mattino ci sono tornei di racchettoni e nel pomeriggio di calcio maschile e femminile (e Sarah parteciperà!).
Consumiamo le nostre piade felici sotto un porticato, rilassati ed allegri, assieme ad Aldo e Laura (che alla fine non hanno chiuso occhio causa un tentativo abortito di dormire in auto sotto il sole dell'alba, poracci), nonché Sarah stessa, che alla fine ci offre il tutto, con generosità inaudita. Trattare tanto bene quattro individui così stupidi da mettersi a giocare a pallone subito dopo pranzo con un caldo fottuto come adesso è un gesto che merita grande devozione. Grazie Sarah!



:: scippo ::

Sudatissimi ma soddisfatti dei nostri tiri in porta selvaggi, ci rimettiamo in macchina. Offriamo un passaggio a Laura, la grande vera spettatrice della Palude, che ancora ipereccitata e molto carica, nonstante le occhiaie, discorre con me e Cris per tutto il viaggio di ogni tipo di argomento, dalla sopravvivenza metropolitana alla musica, passando per ogni genere di discorso su sentimenti e problematiche. Era un po' che non ci capitava di chiacchierare tanto a lungo con qualcuno appena conosciuto, ed il viaggio, senza una traccia di coda, passa in un attimo.
La lasciamo a Milano, in piazzale Loreto, per poi scoprire il giorno dopo, tramite una sua mail, che 5' dopo che l'abbiamo salutata viene scippata in pieno giorno. Pare riesca a recuperare borsa e portafoglio, ormai però ripuliti dei più preziosi averi. Nel scoprirlo mi sento in colpa, forse io e il Cris avremmo potuto scortarla fino alla stazione del metrò, però cazzo che sfiga terribile!

Ad ogni modo, ignari di quanto stia accadendo facciamo ritorno verso casa, con in mente la partita di questa sera (c'è la finale Spagna - Germania degli Europei) e tutti i possibili modi per sopravvivere alla vita di tutti i giorni dopo questo squarcio nel velo che suonare in trasferta ci dà. Meno male che settimana prossima c'è il TagoFest a Marina di Massa! Sperèm...


Hue, 30 giugno 2008


Fotografie di Milena Montalbano e del Francese.