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Sono un rottame.

(Milano, inverno (bov) 2008)


sc:: punto di equilibrio ::

Mia cugina Ilaria è cantante lirica, nonché insegnante di canto. Oltre a conoscermi piuttosto bene, ed a volermi bene, in questa fase della mia vita mi è particolarmente vicina con consigli utilissimi per nel mio tortuoso percorso attraverso i tubi dorati della tromba. Mi dispensa consigli che mi sono utilissimi, dato che ha un approccio anche molto fisico alla disciplina musicale, nel senso che ha una grande attenzione al corpo. Mi scrive "Abbi fiducia, ripeto fiducia in te, nelle tue possibilità e soprattutto nel tuo corpo!!! Piano piano troverai i punti di riferimento che ti aiuteranno nella formazione dei suoni."

Ebbene, mi sto rendendo conto che a livello di corpo sono un fottuto disastro:

- bocca a scacchi: da ormai tre anni porto l'apparecchio. Credo sia inutile dire quanto ciò renda difficile appoggiare il bocchino sulle labbrucce che si trovano schiacciate contro la macchinetta. In più, mi manca un dente, uno dei canini. L'aria spesso passa per il buchino anziché andare verso il dannato strumento;
- gambe instabili: per suonare correttamente bisogna stare fermi come statue, ed io ho il ginocchio sinistro che si piega all'indietro, non posso stare fermo in piedi immobile, dondolo sempre come una matrioska capovolta;
- polso sghembo: a gennaio dell'anno scorso, per evitare il gol del 15 a 3 da parte degli avversari mi sono gettato in takle, cadendo sul polso destro (ma salvando il 16esimo gol! Willy: ti ho fottuto!). E' la mano che deve muovere i tasti, ed il polso ancora è dolorante proprio in quella posizione.
- fiato corto: ho una narice tappata, a causa del setto deviato (il pogo fa male, soprattuto se su Smell Like a Teen Spirit il vostro migliore amico vi scaraventa contro il gomito di un altro);
- stomaco acido: sembrerebbe non c'entrare, ma invece la gastrite di cui soffro corrode le vie respiratorie e rende più arduo il prendere fiato e suonare. Sulla sequela di rutti che inanello ogni volta appena inizio ad esercitarmi, preferisco soprassedere per decenza.

Ma non mollo. Fosse anche la cosa più idiota che ho deciso di fare in vita mia, ma non mollo questo strumento del Demonio.

Hue, inverno (gen) 2009