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Cari vicini

(Villavecchia, marzo 2009)

:: lettera ai miei vicini di casa (infilata davvero nella loro casella della posta) ::

Villavecchia, 4 marzo 2009

Cari vicini,

vi scrivo a seguito della cortese segnalazione da parte di Natale Sala, il quale mi ha riferito che qualcuno nel condominio è un po' infastidito dai ripetuti esercizi per il mio studio della musica e della tromba. Scrivo a tutti quanti dato che non ho idea della persona (o persone) che si sono rivolte a lui, quindi chiedo scusa a quanti siano estranei a questo problema.

Capisco benissimo quanto gli orridi suoni che di norma emetto con lo strumento siano molto lontani dal concetto di una qual si voglia musica, e in effetti io per primo immagino quanto ascoltare tre, quattro, cinque o dieci volte lo stesso esercizio, per di più quasi sempre sbagliato, sia un fastidio incontestabile, tuttavia vorrei difendere questa pratica per me indispensabile.

viciniSala sa meglio di me, essendo musicista esperto, quanto sia importante studiare ogni giorno, soprattutto per gli strumenti a fiato quali la tromba o il basso tuba.

Attenendomi alle regole del condominio, ho sempre suonato negli orari concessi dal regolamento, ossia mai al mattino prima delle 8:30 né la sera dopo le 22:00, ed ho anche evitato orari dedicati al riposo, ossia dalle 14:00 alle 16:30. La domenica o il sabato mi sono sempre guardato bene dal suonare prima delle 11:00, per non svegliare chi volesse protrarre più a lungo il proprio riposo. Di norma suono dalle 9:30 alle 10:00 in settimana e quasi mai (il martedì in genere) la sera, e solo a volte il pomeriggio (attorno alle ore 18:00).

Forse qualcuno riposa in orari differenti: in tal caso sono disposto ad adattarmi e svolgere i miei esercizi in altri momenti pattuiti. Viviamo nello stesso condominio, quindi chi lo desiderasse è invitato a  chiedermi di suonare in un momento diverso... ci si incontra spesso anche per le scale, quindi potete fermarmi e parlarne senza problemi.

Mi è stato proposto di utilizzare una sordina, cosa che farò non appena possibile: purtroppo però nei primi periodi di studio la sordina non può essere utilizzata, come Natale sa bene.

Se può consolarvi, la mia compagna Gaia è la prima lamentarsi per i miei squilli, ed è già con lei che mi scuso più spesso. Di sicuro poi Concetta e Marisa sono le vittime più vicine: a loro avevo chiesto un permesso quando ero ancora agli inizi ed ho già domandato in seguito se il fastidio fosse eccessivo, ma la loro gentilezza e comprensione è stata sorpendentemente grande, e le ringrazio molto.

Col passare del tempo, sto anche imparando a suonare con più garbo e meno forza (nonché, spero, con maggiore qualità), e mi auguro che presto i suoni saranno sempre meno udibili attraverso i pur sottili muri di questo condominio di via Masonnina.

Nella speranza che possiate capire o che vogliate eventualmente discuterne con me, vi porgo i più cordiali saluti.

Matteo