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San Giuseppe we need you.
Mixing Mèxico.

(Oreno, agosto 2009)

:: Teo Macero Ielasi ::

Chi di voi abbia già letto le puntate del lungo resoconto "Facciamo bene assieme io e te dài" avrà capito come i processi con cui i brani degli Sparkle in Grey prendono forma su disco non siano mai lineari e semplici. Se registrare la nostra roba è difficile, anche mixarla non è affatto banale, quindi io, che me ne occupo di solito, ho il gran bisogno dell'aiuto di una mano e di orecchie molto esperte. Nel nostro caso ci rivolgiamo per la seconda volta al buon Giuseppe Ielasi, apprezzato uomo alla console di "A Quiet Place". In alcune recensioni del disco tra l'altro, generalmente straniere, parte dei meriti della musica sono stati - credo giustamente - attribuiti al suo lavoro, tanto che i tipi di The Silent Ballet azzardarono il parallelo "Teo Macero / Miles Davies" con "Geppe Ielasi / Sparkle in Grey", cosa che personalmente mi ha fatto spaccare dalle risate.



Giovedì

:: batti batti le manine ::

Prima però di mettere i nostri wave files in mano a Geppe dobbiamo fare delle piccole aggiuntine di suoni che non abbiamo osato registrare nei giorni di Bologna, onde evitare che Santini venisse preso da un colpo apoplettico nel sentire che dovevamo mettere:

- una chitarra acustica in coda a México;
- una macchina da scrivere in Dimissioni;
- il suono di una bottiglietta d'acqua (suonata a tempo) in ThatOne;
- sempre in ThatOne, un ovetto sul finale ed un battito di mani, a tempo;
- in Boys Vomit, dei tintinnii suonati con una casetta di legno e dei tubicini di metallo.

Ci troviamo quindi un giovedì sera, io e Cris a casa di Alberto, mentre Franz si gode le meritate vacanze, per dare questi ultimi ritocchi. Al durante il caldo agosto ha già registrato le acustiche messicane, e nel farlo gli è presa la mano ed ha fatto una cover di "Just Like Anything" di Jackson C. Frank, splendida canzone dell'estate. Quando me l'ha fatta sentire quasi mi commuovevo, soprattutto nel sentirlo cantare. Conferma l'intenzione malata di metterci tutti a cantare per il prossimo disco, già espressa con la cover di Mongoloid dei Devo, per ora embrionale.
Messe da parte comunque le tracce di chitarra folk inserite sulla coda di Mexico, in uno stile che farebbe invidia a Manu Chao, ci riteniamo soddisfatti e sbattiamo la macchina da scrivere sulle ginocchia del Cris e ci piazziamo con i microfoni attorno a lui. Fatte un paio di prove ne scegliamo una più soft e sorridiamo all'idea che ora il brano trasmette, di scrittore pensieroso e solitario, intento a scrivere le proprie dimissioni per cambiare lavoro e cambiare vita. Presto sapremo anche se Angèle David Guillou (Piano Magic, Klima) sarà disposta a cantare sul brano, magari rovinandolo definitivamente.*
E' poi la volta dell'ovetto, che - come dal vivo - impugno io con sicurezza e noncuranza. Buona la seconda (lo potrebbe fare anche un bambino disabile) e via con l'acqua, per l'occasione microfonata con due piezo a contatto per dare l'effetto stereo, in effetti ben riuscito e soddisfacente.
Molto più arduo si rivela invece il battimani: scopriamo con disappunto che non riusciamo a tenere il tempo neanche concentrandoci come chirurghi, e che l'effetto che sortisce dal nostro clap clap ritmico rimanda più una combricola di ubriachi cosacchi che a un coretto di mani. Decidiamo quindi di affidare l'arduo compito a colui che ha il senso ritmico più spiccato, il mentronomico Cris, facendo più take da sovrapporre poi per creare l'effetto 'folla'.
La 'folla' si arresta sulle cinque persone, dato che dopo cotante registrazioni io e Al non ne possiamo più di sentirlo e Cris ha le mani viola.
Restano i tintinnii di Boys Vomit: mi ci metto io, come dal vivo: è mezzanotte e mezza. Buona la prima.



Venerdì

:: San Giuseppe da Oreno aiutaci tu ::

Dato che Geppe si occuperà essenzialmente del mixaggio 'verticale', ossia della qualità dei suoni e del bilanciamento dei volumi, spetta a me fare invece quello 'orizzontale', più compositivo, simile al montaggio per qual che riguarda il mondo del cinema. Sono mesi che sto sulle nostre sette tracce, e comincio a non poterne più. Questa sera monto come posso la macchina da scrivere ed i tintinnii, poi rimando a domani il resto dei ritocchi. Nel complesso, dopo il primo pre-mix, il disco suona bene,
i brani brevi sono anche quasi a posto, ma quelli rognosi come ThatOne e México, per non parlare di Sunrising, che hanno fino a 36 tracce, presentano ancora sbavature pesanti. Andando a letto prego San Giuseppe Ielasi che sappia che fare.


Sabato

:: "Dio ti prego mandaci un cavo Firewire 400-800" ::

Geppe abita ora a Tubinga, ma per questo week end è qui in Brianza, ad Oreno, grazioso paesello a nord di Monza che ha tra le sue caratteristiche quella di ospitare un convento di frati, con chiesa annessa. In tale chiesa si celebrano di tanto in tanto dei matrimoni, il cui flusso di invitati regolarmente congestiona le poche stradine. Inutile dire che Geppe abita praticamente dentro il convento e che quando arrivo le strade sono piene di auto e pedoni eleganti. Nulla di ciò che facciamo può andare liscio da subito, e quindi mi rassengo a farmi strada tra gli invitati per trovare un misero parcheggio.
Caso vuole che stamattina abbia scelto "The Feeding of the 5000" dei Crass come ascolto da viaggio, e che essendo caldo i finestrini sono aperti. E' un piacere accostare al marciapiede accanto agli invitati mentre dalle casse Steve Ignorant urla "God is Dead God is Dead God is Dead": mi ben dispone verso la giornata.
Superata poi la fila di gnocche in tenuta da gara, con tacchi, gonne corte, spalline nude e fiore tra i capelli, tra le quali spicco come un esquimese in patagonia, vestito come sono io di bermuda, maglietta e scarpacce da tennis, eccomi a casa di Geppe.
Saltando come di consueto i convenevoli, prima ancora di oltrepassare la soglia, Ielasi ha già individuato il problema:
"Perché non hai una scheda audio con te?"
"Pensavo di usare la tua", rispondo.
"Va bene, ma hai il cavetto?"
"Merda!"
Serve un firewire 400-800, sono mesi che lo cerco inutilmente da quando ho il nuovo Mac, ma li mortacci se l'ho trovato. Siamo nella merda. L'idea era di lavorare sul mio computer per svariate ragioni, ma così saremmo costretti a trasferire tutto sul suo, con conseguenti rogne più che altro mie.
Incredibilmente, il tanto bistrattato Dio contro il quale inveivano i Crass poc'anzi ci giunge in aiuto. Dopo una ventina di minuti passati ad immaginare soluzioni con Geppe che ripeteva come un mantra "Da te non me l'aspettavo proprio, uno sempre preciso come te..." ed io che accampo scuse di ogni tipo ("un'epidemia ha ucciso tutti i cavi Firewire in agosto"), ecco che nota nella sacca che si è portato dalla Germania un cavettino bianco. E' lui. Esattamente del tipo che ci serve. Non ci crediamo. E' una cosa meravigliosa. "Tutto andrà liscio", penso.
Poi passiamo 45 minuti per risolvere una rogna in Logic 8.


:: "Non mi convince la mia chitarra" ::

Superata la difficoltà iniziale, nel frattempo giunge anche Alberto, indispensabile orecchio per questi mixaggi, dato che è - a differenza di me - un musicista che sa anche cosa siano toni e note, nonché un grande ascoltatore di musica. Ci servirà il suo parere. Peccato che ha la faccia di un inquietante colore tendente al verde pallido e due occhiaie da panda in estinzione, avendo egli dormito pochissimo negli ultimi giorni e in particolare nell'ultima notte. Nonostante questo, si acquatta buono buono alla sinistra di Geppe, mentre io occupo il posto alla sua destra.
Come da accordi, iniziamo col brano più rognoso, quella ThatOne che mi ha fatto sputare sangue anche nel premix e che in registrazione è stata un vero parto. Emergono in effetti varie difficoltà, ma man mano troviamo il difficile equilibrio nella pletora di suoni, dalle due chitarre alla tastiera, alla batteria, alla mia base incasinata fino ai field recordings ed alle voci compionate da un non celebre film che non posso dire.
Quando siamo finalmente soddisfatti (sono ormai le 3 di pomeriggio), Alberto dice "Non mi convince la mia chitarra" e siamo da capo. Decidiamo di mollare lì il tutto lo stesso e proseguire altrimenti rischiamo di diventare pazzi a risentirla e rimandiamo a domani.
Passiamo dunque a From the Air, che non presenta particolari difficoltà, e Ielasi trova anche il modo di non far scomparire la bella voce di
Deborah Arnold sotto i nostri colpi di basso violino chitarra ed elettroniche.
Boys Vomit va ancora più liscia, è la seconda cover del disco, essendo un pezzo dei
Norm del 2000 (sempre io e Cris più il buon vecchio Agostino Brambilla): Geppe è piacevolmente colpito dalla qualità dei suoni nonostante risalgano a dieci anni fa. In particolare è il basso di Ago a lasciare di stucco, dato che io lo registrai con un vecchio PC pentium II, in linea, con tanto di adattatore jack da 18" a 3" per farlo entrare nell'angusto buchino della vetusta scheda audio. In più, il basso in questione era una vergognosa sotto-imitazione di un basso vero, prestataci dall'amico Paolino. Nonostante tutto ciò, suona ancora bene.


:: il primo messaggio politico degli Sparkle in Grey ::

Alberto è però prossimo al collasso, così molla il colpo mestamente e lascia a noi due il compito di occuparci di Surnirsing, sulla quale abbiamo nel frattempo deciso di inserire lunghe parti di un discorso di Salvatore Borsellino a piazza Farnese. La ragione di ciò è spiegata nelle parole che abbiamo scritto a lui stesso:

"Questo brano include un estratto dal discorso di Salvatore Borsellino a piazza Farnese, dal video visibile a questo indirizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=p79RSMLnZGk

Sebbene solo parzialmente intellegibile all’interno del nostro brano, per noi questo è un modo per diffondere un messaggio che condividiamo profondamente, espresso in una forma e con una voce che ha in sé il dolore della rabbia ma anche la forza della speranza, e più di tutto la voglia di reagire.
In qualche modo tutti e tre questi aspetti fanno parte della musica che cerchiamo di proporre.
Con essa, questa volta, vorremmo anche portare un messaggio che è politico e profondamente umano. E’ con la massima stima che speriamo che venga accolto in modo costruttivo e positivo."


Ielasi riesce nella difficile impresa di mixare la voce in modo che resti intellegibile e al tempo stesso non copra la musica. Nel mio montaggio sonoro a tratti si ha l'impressione che Borsellino declami sulla musica e che nell'impeto delle proprie parole quasi canti sul nostro pezzo. So che sembra sciocco a dirsi, ma ho i brividi ad ascoltarlo. Spero solo che anche a lui possa piacere e che non lo trovi superficiale.**


:: via col liscio! ::

Finita anche Sunrising ci riteniamo soddisfatti e ci diamo appuntamento a domani alla stessa ora. Torno a casa davvero felice, anzi euforico. Per me è una cosa meravigliosa dare forma definitiva, perfezionare la nostra musica. Con Gaia facciamo una cena corroborante sul balconcino, una delle ultime dell'estate, in vista di una serata alla Festa dell'Unità di Oreno dove - ho letto oggi - è in programma il liscio.
Con noi c'è l'amica Anna, la quale pensava che avremmo davvero ballato il liscio e che resta delusissima dal fatto che in realtà non ne abbiamo alcuna intenzione. Quando arriviamo il posto è gremito di anziani, solo alcuni dei quali sfilano sulla pista da ballo (in realtà la piattaforma delle bocce adattata allo scopo). Noi vorremmo sederci a bere una birra, ma le poche sedie libere sono piantonate da pullover di cotone beige e azzurrino, come bandiere che ostentano l'avvenuta conquista da parte delle sciure che sono al momento impegnate nella danza. Rassegnati prendiamo una birra e li osserviamo stando in piedi, fino all'arrivo di Stefano de Ponti (già nei Passo Uno e collaboratore a lungo termine egli Sparkle in Grey) e la sua ragazza Mara. L'euforia sale ulteriormente, lo asciugo di chiacchiere del racconto del mixaggio e delle registrazioni, ma poi ad un certo punto le donne ci reclamano e finiamo catturati sulla pista da ballo a tentare di ballare il liscio o altre improbabili canzoni.
Già da un po' Gaia, che indossa un succintissimo vestitino bianco, aveva calcato la pista trascinata prima dall'amica Anna, poi acchiappata da un vecchietto arrapato che ha avuto pure il coraggio di lamentarsi delle sue doti di ballerina "Sei un po' rigida" le ha detto.
La situazione è quindi estremamente divertente, ma quando Anna viene puntata da un alticcio e barcollante bavoso cominciamo a preoccuparci. Lei mi si getta tra le braccia (Gaia è impegnata con l'altro) e mi implora di fingere di ballare onde scoraggiare il tipo, che fortunatamente ha un solitario accesso di demenza senile e parte in un inudibile soliloquio Shakesperiano.
Dei bambini ballano accanto a noi, e De Ponti scatta a foto a destra e a manca. Io sono al settimo cielo. Non mi divertivo così da mesi, neppure in vacanza, e perfino la musica - ora un misto di canzoni italiane d'ogni tempo cantate da una obiettivamente brava sciura - mi pare la più bella che ci possa essere. Adoro le feste dell'unità, adoro questi vecchietti, questa atmosfera. Che Dio li benedica.
Al suono di Perdere un'amore di Ranieri però molliamo il colpo e facciamo ritorno verso casa.

Sabato

:: un mondo di cose sulla punta della lingua ::

Stessa ora di ieri, ore 11:00 a Oreno, stessa folla fuori dalla chiesa, questa volta per la messa. A differenza di ieri anziché minigonne e incravattati la strada è piena di vecchietti e giovani in stampelle, che mi sono più simpatici. Arrivato da Geppe gli riferisco della serata di ieri e ci prepariamo all'assalto di Mexico, un'altra delle tracce lunghe e dure (da mixare).
Dopo parecchi aggiustamenti e l'inserimento delle novelle chitarre acustiche di Alberto (arrivato nel frattempo) giungiamo ad un equilibrio decente, anche se noi e Ielasi continuiamo a scontrarci sui riverberi: lui è per aggiungerne, noi per toglierne. Vorremmo un suono quanto più asciutto possibile, ma al tempo stesso Geppe argomenta che il pezzo suona già un po' cavernoso di suo, e quindi un filo di SpaceVerb ci sta... Riusciamo a trovare un accordo e passiamo poi a Dimissioni, non prima però di aver fatto ascoltare ad Al il risultato di Sunrising ottenuto ieri.
Mentre io e Geppe passeggiamo per casa Alberto ascolta attento la voce di Borsellino farsi strada tra i due bassi, il violino, la batteria e le mazzate elettroniche, e sul finale alza la testa dicendo "Che bello. Mamma mia che bella che è adesso." Lo dice come lo vedete qui, senza punti esclamativi, ché lui si esprime così, che è un po' un Paolo Nori anche quando parla, che dice che ha un "un mondo di cose sulla punta della lingua", vuol dire molto. Ne sono assai contento pure io.
Passiamo a Dimissioni, più facile, in attesa di sapere se Angèle accetterà di cantarci sopra, ed in tal caso il mix sarà da riaggiustare. Per ora, a sentirla e risentirla, soprattuto il finale di piano, macchina da scrivere e basso ci sta deprimendo a morte, quindi dopo un po' passiamo all'ultima fatica, l'acustica Phennel Song.
Unico brano senza base elettronica di tutto il disco ha ricevuto da me qualche trattamento per far suonare la batteria 'umana' del Cris in modo un po' più vagamente sintetico, e per fortuna per ora ad Al piace. Nel complesso la commistione dell'arrangiamento dei due violini di Franz e della cornamusa di Al è davvero straziante, e col mixaggio morbido di Geppe si riesce a renderla al tempo stesso anche malinconica ed ascoltabile.


:: disintossicandoci con gli Nperign ::

E' finita. Resta solo da riascoltare il tutto, e mentre lo facciamo ci raggiunge il buon Stefano De Ponti, che ieri sera si era detto incuriosito dei lavori. E' utile averlo qui, perché è un altro orecchio esterno al disco e ci ha pure sentiti suonare dal vivo un po' di volte, quindi può dirci se i pezzi rendono più o meno di quando sentiti da sotto il palco. Le sue opinioni sono piuttosto positive, e ci scatta pure qualche foto, così a fine giornata abbiamo pure un'altra persona che ha contribuito al disco.

E' ora di salutare Geppe, che risentiremo solo se ci sarà da aggiustare ulteriormente a distanza. Ancora una volta è stato un grande, merita quanto gli diamo, ed in più ha regalato un CD degli Nperign con Jason Lescalleet a testa a me ed Al.
Sono ormai tre giorni che ascolto solo quello e "Mexico", per riaggiustarlo. Gli Nperign mi servono per disintossicarmi di tanto in tanto. C'è ancora da fare, ci metterò mano io direttamente, ma prestissimo il disco sarà pronto per ammuffire in un armadietto in attesa di trovare un'etichetta che lo voglia pubblicare. Speriamo presto.


Hue, 31 agosto 2009


*Angéle ovviamente non ha accettato
**A Salvatore è piaciuto. Ha detto: "avete la mia bendizione"