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Sparkle in the Studio

Sparkle in Grey
recording session in Giuseppe Ielasi's studio: "A Quiet Place Recordings"

(Milano, dal 7/10/06 al 15/10/06)

:: nelle mani di un professionista ::

Dopo i vari concerti di cui alcuni di voi hanno probabilmente letto su queste pagine, per noi era arrivato il momento di fissare su un disco i brani che ormai da ottobre del 2004 stiamo in qualche modo portando in giro. Alcuni hanno cambiato forma ogni volta, altri non l'hanno mai trovata, ed alcuni sono praticamente gli stessi da quel primo concerto al Boccaccio, dove riuscimmo a sbagliare (non solo per colpa nostra) due canzoni su tre (ma Delusion Song venne una meraviglia!).
Per la compilation di A Gift for... (°!°) e per i 10 anni della Afe Records avevamo già messo giù qualcosa, ma sempre in una maniera diciamo artigianale, mentre adesso ci serviva la mano di un fidato professionista.
Passata parte dell'estate a cercare quindi il luogo e l'uomo giusto, tra salette di registrazione di periferia in ristrutturazione, studi professionali carissimi, conoscenze altolocate ma inafferrabili, la svolta è arrivata da una gentile risposta da parte di Giuseppe Ielasi ad una mia timida mail in cui gli proponevo la cosa, quasi certo di un rifiuto.
"Certo, è una cosa che faccio con piacere, soprattutto quando i gruppi NON mi fanno cagare come nel caso degli Sparkle in Grey."

Quindi, comunicata la cosa a Cris e Alberto, e coinvolto anche il nostro fido violinista Franz, rubato (o preso in prestito) ai Pulp-Ito, abbiamo cominciato a tentare di organizzarci per trovare un paio di week end in cui registrare il tutto. Ci sono voluti solo due mesi e mezzo per trovare i buchi giusti nelle agende (fitte di cazzate) delle cinque persone coinvolte, ma ce l'abbiamo fatta.  


:: baciati dalla fortuna ::

Dopo un preliminare incontro con Ielasi, avvenuto presso un baretto vicino al Politecnico e durante il quale abbiamo cercato di capire cosa ci servisse e cosa avremmo all'incirca dovuto suonare, con me che tentavo di mettere in guardia Ielasi rispetto alle nostre non eccelse qualità di musicisti e provavo a capire quanta pazienza avrebbe potuto avere, abbiamo definito i due week end centrali di ottobre come i giorni giusti.

Giusti si fa per dire, perché arrivati al dunque Geppe ci informa che il sabato mattina, quando dovremmo portare computer, amplificatori, strumenti (tra cui parte della batteria) e amenicoli vari, nella strada dove lui ha lo studio c'è un bel mercato, e che quindi:

1. non si può arrivare nei pressi dello stabile con le auto;
2. dovremo parcheggiare lontanissimo;
3. ci toccherà trasportare chitarre e valige attraverso bancarelle di cinesi urlanti.

La prendiamo bene scherzando sul fatto che ne approfitteremo per comprare qualche etto di lupini e ciabatte nuove, ma ci pare una cosa un po' sfigata.
In più, Geppe ci informa che proprio in quel week end gli Otolab, con cui lui condivide lo studio, dovranno provare per un concerto, e che quindo entro le tre noi saremo costretti a sloggiare (sempre tra le bancarelle). Riusciamo ad ogni modo ad accordarci: arriveremo per le 11:00 del mattino comunque, impavidi, ed affronteremo il mercato come anziane esperte signore.
Ovviamente piove (era un mese che non cadeva una goccia), e sotto la casa di Alberto, dove abbiamo appuntamento, attendiamo il Cris che in motorino armato di chitarra tarda ad arrivare, facendoci preoccuapare per la sua sorte (già lo immaginiamo riverso in un fosso e bagnato come un cane). Per fortuna arriva - vivo - e ci avviamo con due auto cariche di strumentazioni varie.
L'arrivo al mercato è piuttosto traumatico, peggio di quanto ci aspettassimo, e nel tentativo di reperire un parcheggio ci incasiniamo in manovre oltre i limiti del codice (penale), tra clacson e dita alzate che ci fanno riassaporare l'atmosfera che di norma si respira ai nostri concerti.
 


:: meglio di quanto ci aspettassimo ::

Con solo 45 minuti di ritardo io e Franz arriviamo da Geppe mentre gli avventori del mercato ci osservano incuriositi, ma Alberto e Cris paiono dispersi. Ricompariranno un quarto d'ora dopo, stravolti per aver parcheggiato praticamente a Cologno Monzese. Per fortuna che Al aveva proditoriamente sottratto un carrellino al lavoro, sul quale ha potuto caricare i pesanti amplificatori.

Giuseppe ci accoglie con la consueta gentilezza e facciamo le presentazioni. Il luogo ci piace molto: è sotterraneo ma stranamente luminoso, stipato di riviste, CD, libri, poster, locandine, attrezzature di vario genere e fotografie, il tutto in buona parte appartenente a Francesca Grilli, la grafica con cui Geppe condivide la sua parte di studio, a sua volta diviso con i succitati Otolab, le cui apparecchiature audio e video occupano la saletta accanto. Solo sul bagno stenderei un velo pietoso... anche se ospita il più aggressivo rubinetto in cui mi sia mai imbattuto.

Ci sistemiamo collegando microfoni, cavi, laptop, schede varie, chitarre, basso, violino e quant'altro e siamo pronti a iniziare con Limpronta, primo brano messo giù ormai più di un anno fa: è una specie di nostro hit, ossia la canzone che teoricamente conosciamo meglio (sebbene dal vivo le ultime due volte siamo riusciti a sbagliarla clamorosamente).
 

:: il report finisce qui ::

[Purtroppo non ho mai trovato il tempo per concludere questo report... in compenso potete leggere quello delle registrazioni di Mexico, se volete.]

 




Hue, 2007


www.greysparkle.com