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11.11.11 the number of the beasts

Harshcore + TourdeForce+ Sandro Codazzi+ Sparkle in Grey + My Dear Killer - Live @ Arci Blob

(Arcore, Arci Blob, 11/11/11)

http://111111festival.blogspot.com/

:: cabala e rivoluzione ::

Dobbiamo al buon Paolo Grava / pG di Biella questo folle evento multi-palco disseminato per 11 città o non luoghi d'Italia e oltre, da Milano a Utrecht passando per la virtuale terra di Ongaland. Noi nel nostro piccolo organizziamo la data all'Arci Blob di Arcore, come sempre con la supervisione e il supporto sovrumano di Mario Bossi, il Priore dell'Arci Blob.
Il fatto che questo evento abbia poi luogo a un passo dalla casa del Criminale e che proprio in questi giorni stia finalmente rassegnando le dimissioni fa sì che ci siano molteplici ragioni per festeggiare, tanto più che qualcuno ha voluto vedere nell'evento 11.11.11 anche un significato politico 'ribelle' (vd. questo articolo).  
 
 


:: 11 versioni dello stesso brano da 5 artisti diversissimi ::

Ha poco di ribelle la nostra idea di 'fare qualcosa con il numero 11' per questa serata: far sì che i cinque artisti presenti suonino 11 versioni di Goose Game. Molti si sono chiesti "ma che cazzo di canzone è Goose Game? di chi è? un megaclassico degli anni '60? roba contemporanea? mito pop degli eighties? inno rivoluzionario cecoslovacco?" No. Semplicemente un brano degli Sparkle in Grey che tempo fa abbiamo chiesto di remixare a svariati e diversissimi personaggi di vari generi musicali, dagli St.ride di Genova a tutti i presenti di questa sera. Ci è toccato sacrificare i liguri per impossibilità finanziarie di rimborso, ma tutti gli altri han potuto rispondere all'appello (cricca lombarda).
 


:: Harshcore ::

Venti minuti per ciascuno, questo il solo limite, e almeno una versione di Goose Game da suonare. I biellesi Harshcore partono tranquilli e sommessi, per poi dimenarsi in un crescendo di ambient-noise da paura (soprattutto fa paura la maschera nuova del Francese (Tommaso Clerico) che atterrisce i presenti quando lui si lancia in gorgheggi distorti al microfono.
Momenti di imbarazzo e tensione quando uno strano giovine in giacca a vento (fa un caldo non da ridere tra le pareti dell'Arci) si avvicina aglii Harshcore agitando le mani e piazzandosi in prima fila a lungo fingendo una telefonata.
Finale proprio con la cover giocata tra il giro di basso dell'originale e i versacci del Francese. Immensi.




:: TourdeForce ::


Meraviglioso il momento in cui, terminato il climax noise della coda dei piemontesi, la cantante dei TourdeForce, Linda, sale sul palco seguita dal compagno Christian Ryder, il quale fa partire una cassa dritta in 4/4 su cui la voce si avviluppa in gorgheggi in perfetto stile EBM (non a caso i nostri girano con gente come i VNV Nation). Il contrasto con il gruppo precedente è immenso e pure il pubblico è parecchio spiazzato. Quando poi arriva la loro versione di Goose Game molti riconoscono il giro di basso di Dead Souls dei Joy Division con cui Ryder, geniale, ha mischiato il resto.

Immensi.
Mentre suonano il pazzo ruba una spilletta dal bancone di Amon/Afe Records, tenta di attacar briga con Stefano My dear Killer e rivolge parole incomprensibili a Vasco Viviani di Old Bicycle, che è alto due metri e potrebbe sbriciolarlo in un nanosecondo... c'è chi inizia a preoccuparsi.



:: Sandro Codazzi ::

Come preannunciatto Codazzi si accomoda sul palco mentre sfuma l'ultimo pezzi dei TourdeForce e parte sparato sulla cover in un tirato pezzo disco wave dai suoni vintage che fanno vibrare casse e sterni dei presenti. Raramente il Blob ha ospitato roba del genere, e gli occhi si sgranano di fronte a questo grandioso personaggio che, con un casco in testa, fa ballare tutti a ritmo della sua italo-disco tamarra e raffinata (ebbene sì: un ossimoro).
Finalone con i TourdeForce tutti assieme sul palco.

Il pazzo in giacca a vento e telefonino sembra non apprezzare e si pianta davanti a Codazzi facendo strani gesti.
La situazione inizia a scaldarsi seriamente, e non solo sotto il casco di Codazzi (ma come fa a suonare con quel coso in testa?).
 



:: Sparkle in Grey (e l'Uomo in Giacca a Vento) ::

Tocca a noi, che di versioni dei Goose Game ci tocca farne in tutto 6: partiamo con il video ufficiale, presentato qui per la prima volta, e poi via con la versione per solo violino di Franz.
Proseguiamo poi tutti e quattro, anzi cinque quando l'Uomo in Giacca a Vento e Cellulare decide di salire sul palco e piazzarsi di fianco a me.

Fin quei, nulla di male,
non fosse per l'alito devastante di Vecchia Romagna che le sue fauci impegnate in un monologo immaginario emanano. Fingo di ignorarlo e tento di restare tranquillo pensado all'alito delle 80.000 foche di Cape Cross in Namibia, dolce ricordo fetido, ma quando il pazzo inizia ad allungare le mani verso il Mac un po' mi girano i coglioni.
Dargli un cazzotto la vedo una soluzione rischiosa e poco elegante,
ma grazie a Dio prima che la situazione degeneri compare Amon/Andrea Marutti che mi chiede un po' pleonastico"te lo devo levare dai coglioni?".
"Sarebbe meglio, sì grazie" gli rispondo sorridendo.

Tempo due secondi e Amon afferra la giacca a vento e lo tira giù. Segue un breve va e vieni in cui il tizio risale sul palco, viene ritirato giù, risale, e poi scompare nel pubblico. Più tardi mi diranno che si è sul serio sfiorata la rissa.
Senza dubbio questo 11.11.11 sta scatenando delle forze occulte che pG non avrebbe mai immaginato.
Continuiamo comunque a suonare passando anche per le versioni soliste o quasi del solito brano.




:: Luca Sigurtà / My Dear Killer ::

Mentre Sigurtà esegue la decima e penultima versione di Goose Game in salsa ambient hypnagogica (?) Stefano My Dear Killer corre in macchina a prendere l'acustica e si prepara per sedersi sul palco. Se l'Uomo con la Giacca a Vento è ancora in giro Stefano è davvero in pericolo, così esposto alla potenziale furia e all'alito da otaria del pazzo, ma per fortuna pare che sia stato allontanato. In questo modo My Dear Killer ci regala la sua ultima e acusticissima versione del brano con un trasporto da chansonneur francese tale da zittire tutti i presenti ed annullare dopo tre accordi il brusio dei pubblico. Chiude dopo solo altri tre brani, inclusa una cover strappalacrime di Can't get out of My Head di Kelye Minogue che augura a tutti la buona notte.
 
 

:: al prossimo secolo ::

Alla fine nell'aria c'è una strana grande euforia. Io mi chiedo come sia andata sugli altri 10 palchi, ma di sicuro qualsiasi cosa sia successa un pazzo come il nostro non l'ha avuto nessuno.
Ode comunque a tutti, pubblico compreso, per aver partecipato a un evento tanto bizzarro e unico. Si ripeterà solo fra un secolo, e noi, come diceva il buon Guccini, noi non ci saremo.


PS: VIDEO E IMMAGINI DELLA SERATA SONO VISIBILI QUI:
http://www.flickr.com/photos/uggiosamai/sets/72157628126081724/
http://www.youtube.com/user/GreySparkle#grid/user/21965C171B7DD722

Hue, 14 novembre 2011